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25 Agosto 2009 by Ottimizzazione Sito Web, Penalizzazioni di Google

Google: novella Santa Inquisizione

inquisizioneVorrei parlarvi, oggi, di penalizzazioni da parte di Google. Non sono un esperto di penalizzazioni sui motori di ricerca e non affronterò il tema dal punto di vista tecnico.

Volevo condividere alcune considerazioni in riferimento ad un caso che mi è accaduto.
Alla fine dell’anno scorso ho avviato un magazine turistico a supporto della promozione e della visibilità di un hotel di Sorrento. Il magazine ha da subito evidenziato delle difficoltà di “digeribilità” da parte di Google…la differenza l’ha fatta la mia disattenzione (ognuno si prenda le proprie colpe).
Pensando di aver fatto tutto nella massima buona fede e senza alcuna intenzione di violare regole o linee guida di Google…mi sono distratto (putroppo ho imparato che il segreto nella vita è quello di sapere delegare…ma non le cose importanti) e non ho monitorato, personalmente, l’indicizzazione dei contenuti del portale, da parte di Google.
Un paio di mesi fa mi sono accorto che il sito, pur avendo tutte le pagine indicizzate (cioè presenti nell’indice di Google), non aveva alcuna forza e considerazione da parte del motore di ricerca. Ricerche per chiavi specifiche e di nicchia che erano presenti nei contenuti pubblicati restituivano risultati inesistenti…nulla da fare, quelli più esperti tra di voi avranno capito che facendo le ovvie e banali verifiche, Google non presentava il sito tra i risultati delle ricerche.
Il sito era in evidente sofferenza, era penalizzato! Ok…preso atto di questa amara realtà, partono le indagini. Verifiche oggettive sia sull’aspetto tecnico che strutturale hanno evidenziato “stupide” lacune ma non tali da generare una evidente causa di penalizzazione (almeno credevo).
Tutte le informazioni che arrivavano dal Google WebMasters Center non lasciavano intendere che ci fossero dei problemi. La sitemap veniva letta ed “accettata” senza problemi, il file robots faceva il suo dovere cercando di far risparmiare tempo e fatica al motore, le pagine venivano lette dallo spider regolarmente e con continuità.
L’indagine continua. Si verificano eventuali lacune tecniche legate al cms di gestione dei contenuti, all’hosting (attenzione ai particolari anche questo non è da sottovalutare), alla struttura del sito, al linking interno ed esterno (corretta gestione sia dei collegamenti all’interno del sito che di quelli che andavano all’esterno e che venivano ricevuti dall’esterno).
Si sono verificati i contenuti nel dettaglio, i metatag, appurandone, come logica voleva (i contenuti li abbiamo fatti tutti noi), l’originalità, la pertinenza, la contestualizzazione, la tematicità etc. etc.
Come ultima chance si ci è rivolti a Google chiedendo una riconsiderazione del sito per verificare se lo stesso fosse idoneo a ricevere la giusta e tanta agognata attenzione da parte del “monopolista” delle ricerche.
Sono passati un paio di mesi e la situazione non si è mossa. Il sito e il relativo investimento (diverse migliaia di euro) buttati in fumo 🙁
La causa della penalizzazione rimaneva e rimane oscura! Essa, probabilmente di natura “umana”, (possono esserci penalizzazioni e “ban” di natura algoritmica oppure di natura umana, decisa in base a considerazioni fatte dall’analisi “umana” del sito) permaneva in presenza di un sito “sterilizzato” da qualsiasi peccato, tanto meno…originale!
Se vi dilettate a scorrere i risultati per chiavi di ricerca, anche abbastanza competitive, troverete ancora (nonostante miglioramenti rispetto ad alcuni anni fa) la sagra del furbo e dello smanettone che impera. Robaccia di vecchia generazione che fa bella mostra di se nelle prime posizioni del motore di ricerca.
Sinceramente non mi interessa la mancata considerazione da parte di Google ma il rispetto lo…pretendo! Non è possibile dall’alto, decidere che un sito debba andare al rogo senza un processo men che meno sommario. Ogni epoca ha i suoi stupidi e nefasti carnefici e, senza scomodare e mancare di rispetto per le cose serie, Google ha deciso di esserne una metaforica rappresentazione moderna.
P.s. Aggiorno il Post con questo Video di Matt Cutts che a nome di Google cerca di dare una risposta (che non mi convince).

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6 Comments

6 Comments for this post

  • Bhè, un link potesti metterlo. 🙂

    Alessandro Giagnoli11 anni ago REPLY
  • Alessandro hai ragione. Ma non è mia intenzione parlare di un caso in particolare. Partivo da un caso di specie per fare un discorso generale. Sul quel sito/dominio stiamo lavorando appena trovo una soluzione condividerò con voi le attività 🙂

    Antonio Maresca11 anni ago REPLY
  • Sai bene quello che sto passando anche io in questi giorni col mio blog.
    Penalizzazione (fake per altro) che non ha senso. Persone che come me si sono viste un azzeramento di PR. Che diciamocelo, non è importante per la vitalità del sito in sé, ma è vitale per le tasche di chi detiene quel sito 🙂

    Mentre leggevo il tuo post tra me e me pensavo proprio a quella cosa che poi viene chiesta nel video: perchè non avvisare il webmaster della penalizzazione? Matt Cutts dovrebbe pararsi meno il cosiddetto ****
    La sua risposta non è per niente esaustiva. Per lo più inutile e vaga.
    Vogliamo difendere i buoni dai cattivi. Però quando poi i buoni ne subiscono le conseguenze è impossibile venire a capo degli eventuali problemi e penalizzazioni subite, ma soprattutto non si ha mai una certezza del possibile errore trovato.

    Vedi il mio caso. Penalizzato senza un apparente motivo. Credo che a Google basti anche un misero comunicato per renderlo noto a tutti.
    Vedi poi il tuo caso molto simile a quelli che quotidianamente vedo e leggo. Sempre tutti alla ricerca di cause che diano una spiegazione. Siamo tutti così cattivi allora???

    Non ho parola, se non che tutti sti parametri di indicizzazione, ottimizzazione e quant'altro, cominciano a infastidire troppe persone…

    Danilo11 anni ago REPLY
  • Francamente credo che Google "soffra" la pressione legata al successo dei social network. L'avvento della esasperata condivisione delle informazioni in rete sottrae attenzione ai motori di ricerca tradizionali. Google, che secondo me aveva sottovalutato il problema, adesso cerca di recuperare terreno adeguando i propri algoritmi all'enorme flusso di informazioni e referenze che arrivano dai canali sociali. Tutto questa pressione genera inevitabilmente approssimazioni e incongruità che però non sono perdonabili al colosso (quindi con risorse e professionalità uniche) americano. Vedremo…

    Antonio Maresca11 anni ago REPLY
  • Senza confermare o smentire nessuno vi racconto la mia storia.
    A suo tempo sono stato bannato da GG per inserimento di testo nascosto su alcune pagine di un sito. Ho ricevuto una mail (che conservo ancora, il fatto è accaduto nel 2005) che mi esortava a leggere le linee guida e a seguirle. Ho eliminato le incongruenze tra sito e linee guida ed ho comunicato a GG che avevo "risolto il problema". In pochi giorni il sito è ricomparso in SERP. Nel mio caso, però, il ban è stato umano su segnalazione di concorrenti direttamente a GG.
    La mia sarà stata solo fortuna?

    Ferruccio11 anni ago REPLY
  • Ciao Ferruccio, purtroppo Google non avverte più (se non per rari casi) in caso di penalizzazione o ban.

    Il problema nel caso di penalizzazioni come da me segnalate diventa "irrisolvibile" perchè non c'è una reale causa oggettiva o apparente.

    Cmq vi parteciperò, nelle prossime settimane, come ho gestito la situazione relativa alla penalizzazione su quel dominio.

    Antonio Maresca11 anni ago REPLY

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