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Marketing Trattoriale

fonte immagine: www.oleificiobartolomei.it
Ho sempre amato l’Umbria. L’ho amata da non abitante.
Ho sempre sognato di vivere in Umbria, inconsapevolmente. Da qualche anno ho preso in affitto una casa nel cuore verde dell’Italia.
Una terra con tanti pregi che però non ha saputo gestire la transizione dalla cultura contadina a quella turistica. L’Umbria ha delle grosse potenzialità turistiche con i suoi mille borghi dove il tempo sembra essersi fermato.
Purtroppo è una regione dove anche la cultura del turismo sembra essersi fermata ai tempi di quei bellissimi borghi.
Le istituzioni umbre, gli operatori umbri sembrano non capire che, semmai avesse pagato in passato, è finito il tempo del turismo “spontaneo” ed “inconsapevole”.
Bisogna pensare ad un cultura del turismo che parta dal basso. Proprio da quei piccoli borghi destinati all’abbandono e all’oblio. Si deve agire sulle mentalità degli operatori della filiera turistica inculcando loro che il turista non è un estraneo che per caso ci è capitato tra i piedi. I comuni fanno poco per incentivare il turismo e le pro loco si interessano solo alle cento ed una sagra da organizzare. Ma i proventi di queste sagre vanno a Povia o al cantante di turno ospite della sagra oppure vengono investite in quelle che sono le peculiarità di promozione del territorio?
Questa cosa mi fa arrabbiare da non umbro perchè vedo morire quei borghi e quelle terre che amo.
In questo scenario mi si è palesata la speranza. Esistono degli imprenditori che hanno capito che il turismo ed il turista vuole vivere un’esperienza.
Ero a Montecchio, paesino vicino Orvieto [paese sconosciuto anche a Tripadvisor, dove volevo inserire una recensione], e per caso mi sono recato in una Osteria.
Il nome del locale è “Dalla Padella alla Brace” e si trova nel centro del paese. Complice una giornata calda, faticosa e un pranzo saltato, mi sono presentato davanti al locale alle 19. “Presto?” chiedo al proprietario. Un sorriso ed un calore spontaneo: “presto? no, no non si preoccupi, venga con me. Mi chiamo Angelo [porgendomi la mano] è un piacere avervi qui da noi”.
Da quel momento sono entrato in una dimensione particolare. Ho immediatamente avvertito una sensazione di calore, di piacere dell’accoglienza, di passione per il proprio lavoro.
Agio mi sono sentito a mio agio, e la bellissima esperienza gastronomica è stata condita dalle attenzioni del proprietario e dei suoi collaboratori/familiari.
Nessuna pressione, nessun formalismo che uccide la spontaneità. Ogni portata era una piccola scoperta. Ero tra vecchi amici e li avevo conosciuti 30 minuti prima.
Riccardo, il cognato di Angelo, ci ha intrattenuto con una conversazione amichevole e trasparente. Ad un certo punto si è seduto vicino a noi e ci ha detto: “vi costringo ad assaggiare un gelato”. I suoi occhi era liberi e felici di farci condividere un’esperienza di gusto, un gusto che lui aveva scoperto, un tesoro di cui voleva renderci partecipi. Ah, dimenticavo il gelato…una bontà!!!
Perchè ho raccontato questa storia? Perchè credo che i tanti comuni, pro loco, province e regione che dovrebbero fare del sano marketing territoriale, non riuscendoci, farebbero bene a delegare la promozione del territorio a personaggi come Angelo, vero maestro di Marketing Trattoriale!
WTM | C-Magazine n.22
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Diventiamo stra-Ordinari!
Come diceva mio nonno è tutta colpa della società!
Per essa dobbiamo essere tutti straordinari! Per i ragionieri della vita, per gli operai dell’esistenza sembra non esserci spazio. Un esercito di invisibili.
Questa mentalità deve aver pervaso anche la percezione che hanno tanti della loro presenza web [personale e/o aziendale].
Il particolare, la fatica, la dedizione e la passione sembrano aver perso fascino. Ci vuole il colpo di teatro.
Ok è lunedì. Si fatica a riprendere il ritmo giusto e la concentrazione. Non ti preoccupare, direte voi, ti passerà
A parte gli scherzi. Parlavo con un albergatore di varie tematiche relative al web ed ogni 5 sue parole ne sentivo una del tipo: crisi, risparmio, gratis, difficoltà, taglio, rischio…
Quell’albergatore mi ha chiesto di provare a supportarlo nel rilancio del suo progetto web [ma c'è mai stato un progetto?].
Si aspettava, però, il colpo di teatro e per di più al prezzo giusto [per lui].
Vedevo il suo sguardo deluso mentre gli parlavo di cambiare il fornitore dell’hosting, di rifare le foto da un professionista, di curare i contenuti, di cambiare il booking engine, di affidarsi ad un CMS adeguato, di aprirsi all’esterno, di frequentare corsi di formazione, di migliorare il servizio [ho soggiornato presso di lui e la colazione ed il servizio al ricevimento lasciavano ampiamente a desiderare], etc…
Insomma gli parlavo delle centinaia [e non esagero] di particolari ordinari che, se ben gestiti, possono fare la differenza!
Sono andato via con la sensazione di aver perso tempo.
Ho capito, mi manca il fisico…non riesco ad essere stra-Ordinario.

















