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Web Marketing Turistico
Archive for the ‘Travel 2.0’ Category
Ho già parlato del “perverso” rapporto tra olta e albergatori. Questa mattina leggevo su Hotel Marketing un post titolato “10 passi per alleviare la dipendenza del vostro hotel dalle OLTA”.
Il post evidenzia la costante crescita di fatturato da parte delle maggiori OLTA in uno scenario di estrema dipendenza da parte degli albergatori.
Sembra essere una moda scaricare tutta la colpa su questi intermediari dimenticando il decisivo concorso da parte degli hotels, soprattutto negli ultimi anni.
Contratti firmati senza la pistola alla tempia nell’inconsapevolezza che una delega in bianco avrebbe sbilanciato il rapporto.
Quella che doveva essere una politica commerciale equilibrata, sbilanciandosi ha concesso alle OLTA il costante saccheggio dell’inventario a costi aggressivi, mortificando il servizio e le differenze.
E’ venuto il momento di recuperare parte del controllo e del potere contrattuale.
Il post di Edward Daniel Craig propone 10 passi per avviare un programma per sollevarsi dalla dipendenza delle OTA.
1 – Come in ogni problema bisogna avere il coraggio di ammettere che c’è un problema. Il vostro hotel deve avere una politica commerciale e non deve essere un supermercato dai saldi permanenti!
2 – Il gioco vale la candela nel lungo termine? La delega in ragione di commissioni così alte potrebbe giustificare una diversificazione degli investimenti. Tutti questi soldi distribuiti nel processo d’intermediazione potrebbero, in parte, essere investiti in attività organiche di marketing.
3 – Non sopravvalutate l’effetto BillBoard. Vero la visibilità indotta dalla presenza in questi portali intermediari produce una percentuale di fatturato di ritorno. Ma il gatto si morde la coda. L’abbattimento delle tariffe, necessario per essere visibili sulle OLTA, ricade, inevitabilmente, anche sull’intera politica tariffaria. Fatevi 2 conti…
4 – Rispetto e Preminenza del canale diretto. Troppe strutture violano la parity rate a proprio svantaggio. Spesso capita di trovare offerte e proposte più vantaggiose sulle OTA che sui siti aziendali.
5 – Avere un piano strategico di tariffe. E’ inutile abbassare i prezzi a prescindere. Utilizzate strategie di vendita in una sana ottica Revenue e privilegiando i clienti che prenotano prima o con particolare condizioni e restrizioni.
6 – Usare i Social Media. Aprire un dialogo con gli ospiti attraverso le piattaforme sociali aumenta la possbilità di bypassare l’intermediazione delle OTA.
7 – Le OLTA sono partner ma anche concorrenti. Per due motivi. Il primo è che spesso, troppo spesso, pescano nel bacino di riferimento delle singole strutture e non ampliano il mercato già acquisito. Il secondo è che i soldi che date loro finiscono in parte in campagne di web marketing, annunci, bacini di visibilità dove vi viene sottratta attenzione e fatturato. Sempre il gatto che si mangia la coda
8 – Sfrutta la tua forza! Un atteggiamento consapevole e convinto deve partire da una stupida e banale verità. Le OLTA non esisterebbero senza il prodotto. E’ il prodotto lo avete voi albergatori. Se si pensa a questo e lo si fa in maniera coesa, probabilmente, gli accordi sarebbero più equilibrati ed il mercato più attento ai tanti valori importanti e non solo al prezzo.
9 – Lealtà e Fidelizzazione – 10 – Investite in Risorse e migliorate l’esperienza dell’Ospitalità. Le OLTA sono dei grossi supermercati nei quali la differenza ed i valori sono mortificati in ragione del fatturato da perseguire. Massicce campagne di marketing sostenute dalla leva del prezzo. Offrite ai vostri potenziali ospiti garanzie, servizi, cura ed attenzione che questi colossi non possono e mai potranno fornire con la disponibilità e la passione che potete mettere voi. Eliminate gli ostacoli alla prenotazione, aprite all’innovazione [non dimenticate social media e mobile] e metteteci la giusta passione!
Il problema della maggior parte delle recensioni presenti sul web è che sono figlie di padri ignoti o…quasi.
Non mi riferisco alla genuinità o meno dei contributi [e di questo si è già parlato tanto], ma all’impossibilità di attribuire un valore alla recensione in rapporto all’affinità e alla fiducia che nutro nel recensore.
Tutte le recensioni che leggiamo sono frutto di esperienze fatte da persone che non conosciamo, che probabilmente ci starebbero antipatiche se le conoscissimo e forse anche inaffidabili.
Questo è il modello che ci viene proposto.
Non esiste ancora il sito di recensioni di viaggi ideale. Probabilmente sto parlando di un TripBook o di FaceAdvisor [TripAdvisor+Facebook], di un TripEdin e potrei andare avanti all’infinito nell’esasperare la stupidità agostana che mi ha preso.
Qualche segnale di adeguamento a questa esigenza lo iniziamo a vedere, per esempio su TripAdvisor, che ha implementato TripFriends che permette di interagire con i propri amici di Facebook direttamente dal portalone delle recensioni.
Poco, ancora poco verso un futuro che vedo esclusivo appannaggio di un sistema in grado di autoprofilarsi in relazione alle mie esigenze e alle mie reti sociali.
Quanto tempo ci vorrà per vedere nascere…FaceAdvisor?
Qualcuno si ostina a chiamarlo Travel 2.0, Social Travel etc., sulla scia della tanto usata ed abusata etichetta del Web 2.0.
Nel settore della ricettività e rivolgendomi direttamente agli operatori del turismo la chiamerei “Ultima Chance“!
Mi spiego partendo dalle origini.
Definirei quella attuale la terza era del Turismo che ha vissuto una prima era pre-internet, una seconda caratterizzata dall’avvento della rete e quella attuale che definiamo era del web sociale e partecipativo.
Scendendo nel dettagglio e limitando il concetto all’ albergatore vediamo come egli ha vissuto il passaggio tra le varie fasi.
Senza girarci troppo attorno e rendendo onore alla mia antipatica vena polemica direi che, gli albergatori, si sono caratterizzati per un insano immobilismo, una percezione differita delle potenzialità ed una pericolosa inconsapevolezza condita da un pizzico di presunzione ed arroganza.
Se questa è la premessa, penserete, il seguito sarà da querela.
Beh, mi limito a fare una fotografia del passato, del recente presente e di un futuro che è già presente per pochi e mai lo sarà per i tanti.
Nell’era pre-internet il percorso tra albergo e turista passava inevitabilmente attraverso un percorso intermediato dagli operatori con una piccola percentuale di clientela che, se ben curata si fidelizzava e faceva del sano passaparola. Poco altro da fare se non qualche iniziativa promozionale, tante fiere e le conoscenze giuste.
Arriva internet e viene detto all’albergatore che il mondo cambia e che esiste un canale diretto per poter “disintermediare”. Disintermediazione diventa uno slogan commerciale e gli 0% si sprecano e fanno breccia nell’immaginario del gestore dell’albergo. Il problema è che avrebbero dovuto dire loro che il sito non è un dipendente in più ma una risorsa da gestire e curare. Nel frattempo l’avvento delle OLTA, delle agenzie on line, ha reso questo processo di consapevolezza meno agevole.
L’albergatore memore delle passate esperienze e degli errori di delega assoluta della commercializzazione ai Tour Operator tradizionali cosa fanno? Ripetono, esattamente, lo stesso errore consegnandosi ad una colonizzazione commerciale e reputazionale.
Questi operatori, le OLTA, non essendo fondazioni di mutuo soccorso o opere pie e caritatevoli hanno tirato la corda e la corda è diventato un…cappio.
Scusa, eri partito dal sito che c’entra tutto questo? C’entra c’entra perchè questo scenario non si è materializzato per volontà divina. Esso è stato il risultato della sottovalutazione delle potenzialità del proprio sito e della scarsa attenzione a particolari che avrebbero potuto fare la differenza!
Chance persa, e siamo alla seconda.
Ora la terza era, quella che chiamo “Ultima Chance” o “3° Opportunità” apre una breccia in quello scenario di colonizzazione e di dipendenza. Il sito web è stato sostituito da una presenza web che lo vede al centro di hub che canalizza la comunicazione di un albergo attraverso molteplici risorse. Un vero e proprio ecosistema digitale avvolge il sito amplificandone o mortificandone le performance.
L’utente è cambiato, diventando consapevole e partecipativo. L’albergatore cosa risponde: “non ho tempo per stare appresso a sti Social Network”
Le parole, ascolto, condivisione, partecipazione, formazione non hanno mai fatto parte del lessico e del bagaglio culturale di soggetti che vendono ospitalità, calore, emozioni, sogni…una vera e propria contraddizione in termini.
Mi sono dilungato troppo ma volevo far capire ai miei cari amati/odiati amici albergatori che non si tratta di cambiare il sito dovete cambiare la testa!
Augh!
L’area Travel di Bing mette a disposizione dei turisti uno strumento di comparazione e di previsione chiamato “Rate Indicator“.
Come funziona?
Quando un utente effettua la ricerca di un hotel per una determinata destinazione il sistema [brevettato]di Bing presenta una lista di alberghi comparati, confrontando i prezzi attuali con dei dati storici per prevedere se il prezzo è vantaggioso rispetto alla media storica.


Questo “indicatore di prezzo ” confronta:
- le date storiche per lo stesso periodo [controlla ad esempio i prezzi passati per un determinato soggiorno]
- altre date vicine precedenti e successive al soggiorno richiesto
Fatto il confronto il sistema evidenzia con una etichetta di un colore specifico se il prezzo è un affare, è nella media oppure è superiore alla media.
Questi dati vengono visualizzati anche sulla mappa, geolocalizzando gli hotel con i prezzi vantaggiosi rispetto alla media storica.

Dura battaglia tra Alberghi e Turisti “Revenue” nel prossimo futuro?

Il 12 Maggio sarò ad Assisi a parlare dei rapporti tra gli albergatori e le OLTA.
E’ in atto, da parte delle OLTA, un processo di annullamento delle peculiarità di ogni singolo albergo in favore di una proposta sensibile, principalmente, alla leva del prezzo.
All’esca hanno abboccato tutti gli albergatori, complice il periodo di crisi economica e di occupazione. Pur consapevoli delle conseguenze, gli albergatori non hanno saputo reggere alla tentazione egoistica di salvarsi la pelle con la conseguenza inevitabile di un calo generale delle tariffe. Per capire la dinamica vi invito a fare riferimento al “Dilemma del Prigioniero” [fonte Wikipedia].
Parlerò di Associazionismo come unica speranza per combattere questa logica perversa che porta ad una massificazione della proposta. all’annullamento delle differenze e all’abbattimento dei prezzi.
Sarò in buona compagnia, all’Ora Hotels il Cenacolo di Assisi, dove dalle 15 alle 18 si parlerà dell’evoluzione sociale del Turismo on Line.
Interverranno, oltre me, Robert Piattelli, deus ex machina della BTO, che cercherà di offrire spunti di riflessione partendo dalle fondamentali differenze tra fare web marketing e “conversare” sui Social Network.
Mirko Lalli, invece, ci spiegherà il caso Toscana ed il virtuoso progetto “Voglio Vivere Così“.
L’argomento di Arturo Salerno sarà: “da turista singolo a viaggiatore filantropo: come evolversi per mantenere la giusta visibilità“. Arturo ci guiderà attraverso i cambiamenti che hanno coinvolto il modo di fare turismo e la creazione dei prodotti turistici.
Chiuderanno gli interventi, i “putei” Alessio Carciofi, organizzatore e Ninja, appassionato ed esperto di Viral Marketing e Giovanni Cerminara. A proposito di Giovanni ricordo l’altre evento da lui promosso che si terrà il giorno 10 sempre ad Assisi.












