Ci sono sempre stati. Li, tra i banchi delle sagre e delle feste di paese, con il loro furgone adibìto a palco, con una scenografia “teatrale”, l’imbonitore attrae l’attenzione dei curiosi, furbi e bonaccioni di ogni età. Pentole, materassi, aggeggi fantasiosi per la cucina e per la casa presentati con arte “imbonitrice” vengono piazzati ad un buon numero di astanti.
La tecnica, con il tempo, si è trasferita in televisione e … in politica [Wanna Marchi & Silvio B. docet]
Vuoi vedere che la rete la faccia franca? Manco a dirlo!
Eccoti apparire, alla fine degli anni 90, posizionatori e maghi della visibilità che millantavano saperi e conoscenze esclusive che portavano tutti al 1° posto su Google per Hotel a Roma.
Oggi la manfrina si ripete. I social diventano teatro per gli imbonitori di turno che promettono fans, like, followers etc. ad una folla di, quanto meno, superficiali ascoltatori.
Siamo in periodo di Natale ed è giusto credere a Babbo Natale, alle renne che volano ed alla vecchietta che in sella alla scopa ci porta carbone e delizie varie. Vogliamo negare a questi personaggi ciò che abbiamo concesso per 30 anni ai loro predecessori?
Tanto per chiudere la nota e le considerazioni, ieri, ho trovato questa pagina in cui, in barba alle regole di Facebook, l’amministratore [con un palese profilo fake] promette spazi di visibilità alle aziende interessate … il problema è che non si ferma li, ti scrive anche messaggi privati elencandoti il portfolio di clienti che hanno già aderito.

Buon Natale & tanti like!

