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Archive for the ‘Social Media’ Category

Manuale Social Media Marketing

scritto da Antonello Maresca
giovedì, 11 marzo, 2010

cover 14 vendita telefonica
In questi ultimi anni, con l’avvento di internet e in particolare del web 2.0, è cambiato il nostro stile di vita, dalle abitudini sociali a quelle culturali ed economiche.

L’interconnessione, la partecipazione, la generazione e la condivisione dei contenuti sono tutti termini e concetti che riconducono al mondo web 2.0 che, infatti, ha rivoluzionato il nostro modo di comunicare, prima, di promuovere e vendere prodotti e servizi, dopo.

Il web 2.0, se all’inizio si è affacciato timidamente come nuovo mezzo di comunicazione che affiancava quelli tradizionali, oggi è diventato anche uno strumento di business con enormi potenzialità, un fenomeno di massa che potrebbe, se ben utilizzato e gestito, fare la fortuna di molte aziende, comprese quelle dell’ospitalità.

Ognuno di noi non può più prescindere da questa ragnatela fitta di scambi e di relazioni: internet in brevissimo tempo ha dato avvio a una vera rivoluzione culturale ed economica che ha coinvolto anche il settore turistico modificandone per sempre le dinamiche.

Sono cambiate le abitudini del cliente, anche le più consolidate: le destinazioni e le strutture ricettive si trovano tramite i motori di ricerca, le informazioni si reperiscono per mezzo i vari siti istituzionali, la credibilità si conferma attraverso le recensioni di altri utenti, le prenotazioni si effettuano tramite i portali o il booking engine, e ancora, si pubblicano foto della propria vacanza, si fa del passaparola on line tra i propri conoscenti, e così via.

Facebook, Twitter, Youtube e i numerosi blog sono piazze virtuali in cui gli utenti si scambiano opinioni, instaurano amicizie e condividono informazioni, foto e filmati.

Gli operatori del settore turistico, pertanto, non possono ignorare queste innovazioni e devono aggiornarsi, seguendo costantemente le novità tecnologiche e mediatiche.

Avere un sito on line non basta, oggi bisogna anche avere un blog che parla della propria realtà, essere presente sul social network più adatto, comunicare continuamente con gli utenti e aggiornarli su tutte le offerte e promozioni, monitorare costantemente le recensioni dei propri clienti e rispondere tempestivamente e in maniera adeguata.

Ma come muoversi in questo universo, quello dei social media 2.0, così articolato e in continua evoluzione?

È proprio per tale motivo che Teamwork ha realizzato questo manuale: per fornire agli addetti dell’ospitalità le fondamentali nozioni social e web-based con un taglio pratico e operativo.

Un testo di semplice e di immediata comprensione che indaga e analizza in modo approfondito il fenomeno e tenta di fornire validi suggerimenti per adattarsi ai cambiamenti sopraggiunti anche nel mondo del turismo e per agire immediatamente in maniera mirata ed efficace.

Recensione “Social Media Marketing. Manuale pratico per promuovere l’albergo con il web 2.0
di Alfredo Monetti ed Elena Tarfanelli, Ed. Teamwork, Rimini, 2010.

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Personal Branding & Social Media

scritto da Antonello Maresca
mercoledì, 3 marzo, 2010

Non conoscevo Luigi Centenaro. Grazie al “flusso sociale” dei miei profili sono stato risucchiato da un link verso un argomento che mi interessa. L’impatto dei Social Media sul Brand Personale.

Dal sito di Luigi ho scaricato, in attesa dell’uscita del suo libro edito da Hoepli, questo e-book dal titolo “Personal Branding con i Social Media” che ho molto apprezzato sia per i contenuti che per l’efficacia e la semplicità espositiva.

Un’occhiatina non farebbe male :-)

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Nei giorni scorsi Alessandro Sportelli ha condiviso alcune considerazioni sul Web Marketing.

Alessandro ha sempre un approccio originale alle tematiche del web ed anche in questa occasione non si è…smentito (scarica il pdf)!

Ho apprezzato, tra le altre, le sue riflessioni sul Social Media Marketing e sulla differenza tra “Sito Chiuso” e “Sito Aperto”.

“L’abbandono vale quanto la conversione”

Vogliamo partecipare alla vita sociale del web ma lo facciamo con risorse “blindate”. La paura dell’abbandono del sito, da parte dell’utente, ci porta a bloccare ogni via di fuga. La realtà è che l’utente abbandonerà, comunque, il sito alla ricerca di ulteriori informazioni e referenze.

La gente ha sempre più maturato la consapevolezza delle sue potenzialità e delle sue peculiarità. Rassegniamoci all’abbandono, ma cerchiamo, per quanto possibile, di controllarlo.

Agevolare un “abbandono controllato” significa aprire il sito all’integrazione delle risorse sociali e ai collegamenti a risorse esterne che parlano di noi e che rappresentano in maniera e con ottica diversa la nostra attività.

Decidiamo! Per paura di perdere il controllo vogliamo rischiare l’abbandono definitivo oppure decidiamo di cedere, parzialmente, il controllo a favore di un percorso esterno al nostro sito ma che può favorirne un ritorno?

Gli utenti che torneranno lo faranno sempre più motivati dalle informazioni che hanno conquistato in queste loro escursioni guidate.

Vediamo come, Alessandro, definisce un sito chiuso o aperto.

sito-chiuso-aperto
SITO CHIUSO: Il sito chiuso è quindi quel sito fighissimo che pensa di essere autosufficiente, vive di luce propria e non considera il fatto che la gente ha il potere di abbandonarlo per numerosissimi motivi differenti ed in qualunque momento. Quanti utenti ogni giorno abbandonano il tuo sito senza compiere un’azione qualsiasi?

SITO APERTO: Il sito aperto è invece quel sito perfettamente consapevole del fatto che la gente potrà abbandonarlo e forte di questa consapevolezza si organizza in modo tale da esser abbandonato nella maniera più efficace ed indolore. Il sito aperto è quel sito che agevola l’abbandono in maniera ragionata ed allo stesso tempo ne promuove il “ritorno”. Se la gente abbandona il tuo sito tanto vale lo faccia seguendo le tue indicazioni. Si è vero, anche questo è una sorta di “controllo” ma con un pizzico di libertà ed autogestione da parte dell’utente che può sempre “scegliere” e non è obbligato a far nulla.

“Sito aperto vuol dire prender parte alla conversazione e relazionarsi direttamente”

Ecco un sano proposito per il prossimo futuro. Proviamo ad aprire i nostri siti alla comunicazione, alla relazione, alla condivisione sposando una strategia di network aperto costituito sia dai siti direttamente controllati da noi ma anche da siti sui quali siamo direttamente o indirettamente presenti.

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L’aspettavo da tempo! Fino ad oggi la gestione della Pagina Facebook di un Hotel (o struttura ricettiva in genere) presentava l’inconveniente, molto limitante, di non poter scegliere il target geografico e di lingua a cui indirizzare i contenuti pubblicati sulla pagina.

Le strutture ricettive, per loro natura, hanno un’audience diversificata per lingua e, fino ad oggi, si dovevano porre il problema di come gestire la pagina Facebook.

“Faccio più pagine per lingua e mercato specifico (con ovvie difficoltà di gestione) oppure corro il rischio “minestrone” di fare una pagina che “streamava” contenuti non targhettizzati e personalizzati a prescindere dalle peculiarità geografiche o linguistiche?”

Con questa novità. appena introdotta, si riduce drasticamente il pericolo che utenti non interessati ai contenuti in altre lingue ricorrano all’oscuramento dello stream proveniente dalla Pagina dell’Hotel.

Vicino al pulsante condividi, ora, trovate l’opzione per poter inviare la comunicazione a tutti, oppure personalizzarla inserendo target per località/nazione e per lingua, anche utilizzando contemporaneamente entrambi i filtri.

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Questa novità avrà un impatto decisivo sull’efficacia delle Pagine degli Alberghi su Facebook.

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Il 15 Ottobre ho parteciato ad un workshop organizzato dall’Università della Calabria. Ho portato il mio modesto contributo sul tema: i social network come strumenti di visibilità per le strutture turistiche.

Costretto all’astinenza da internet, per colpa di un albergo che dichiara di avere un servizio che in pratica non funziona :-( , negli ultimi giorni, mi sono perso il quotidiano flusso di informazioni.

Tra le discussioni che mi sono perso, parecchie trattano dell’efficacia dei social network in termini di impatto e conversione. Ci si ostina a pretendere dai Social Network (poi alla fine si parla sempre di Facebook) quello che i SN non possono fare.

“Non ho mai visto un albergo prendere una prenotazione da Facebook” , questa una delle affermazioni colte nelle varie discussioni.

Premetto un paio di riflessioni prima di esporvi, in sintesi, il contenuto della mia presentazione all’evento.

1 – Quando parliamo di SN tendiamo a spostare il discorso, sempre e comunque, su quelli di maggiore richiamo come Facebook o Twitter. Facebook è un social network non è il Social Networking! I limiti, i difetti, le problematiche di un particolare SN non possono inficiare discorsi di più largo respiro.

2 – Non si partecipa ai SN per avere prenotazioni. Siamo in una fase di mutamenti epocali ed è giusto cercare di capirne le logiche, adesso, per poter poi gestire le potenzialita’ dei social media in futuro. Se ci ostiniamo a pretendere risultati “commerciali”, rimarremo delusi. La partecipazione e la condivisione sono elementi fondamentali per guadagnarsi la fiducia dei potenziali clienti. Questo basta ed avanza per condizionare anche l’aspetto commerciale del proprio albergo.

Veniamo al mio intervento; ho fatto un abstract della relazione utilizzando un servizio che mi ha consigliato Giorgio Taverniti – prezi.com – (posso fare di meglio consideratela una prova :-) ). Ho introdotto l’argomento parlando dell’evoluzione del concetto di visibilità, per poi:

Vi consiglio di vedere la presentazione in Flash a schermo intero /vedi opzioni in “more”.

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Facebook: attenzione agli autogol

scritto da Antonello Maresca
martedì, 18 agosto, 2009

Qualche giorno fa sono stato all’ennesima sagra umbra a Lugnano in Teverina (si mangia bene…nel mio personalissimo cartellino da top 10) e mi è capitato di assistere al concerto di Povia.
A prescindere dai miei gusti o non gusti musicali ho trovato piacevole lo spettacolo alla presenza di qualche migliaio di spettatori. Forse non si è ancora capito ma non volevo parlare di musica e concerti…tanto meno di sagre :-)
Il centravanti di mestiere (questo è il titolo dell’ultimo lavoro di Povia) rischia di fare un’autogol. Tutto lo spettacolo è “mosso” da approcci antisistema, più o meno opportunistici e populistici… ma anche questo non ci interessa. Ci interessa verificare come vengono utilizzate le strategie 2.0 da parte di questo artista.
Trovo interessante il tentativo di costruzione di una community attraverso la sollecitazione all’invio di sms, accesso ai siti riservati da cui poter vedere gli spettacoli live in streaming e quelli precedenti, l’invito a visitare la pagina Facebook etc. etc.
Bravo, ho pensato, accipicchia vedi il tanto bistrattato Povia mena colpi di coda e si affida, con intelligenza, ai nuovi social media.
Beh…non mi pronuncio sulle altre risorse a cui ho fatto cenno, ma se visitate la pagina Facebook di Povia (url non personalizzata) trovate in Bacheca dei sermoni, francamente, poco entusiasmanti ai quali l’artista, dopo aver sollecitato la discussione, si sottrae alla replica (non c’è presenza di partecipazione). Ancor più grave è la situazione presente nell’area delle discussioni dove i fans tentano di rispondere a due (che secondo me hanno poco da fare nella vita) che mettono impegno e “citazioni” per denigrare il cantante…ecco, a proposito ma il cantante dov’è???
Caro Povia, quando mi lamentavo per gli impegni che affrontavo, mia nonna, mi diceva “hai voluto la bicicletta e adesso pedala”. Mi permetto di darti un suggerimento (che vale per tutti, albergatori compresi): se vuoi fare il centravanti di mestiere fai attenzione a non fare…autogol!
I Social Media non vanno solo attivati e sbandierati ma vanno gestiti e vissuti con partecipazione ed impegno…vi saluto…che mi hanno fatto un assist e provo fare, finalmente, GOOOOOOL!
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