Archivio della categoria: Facebook

Pouf … sparita!

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Voglio parlarvi delle pagine Facebook, si quelle che Facebook stessa promuove nella sezione “Facebook Business” dicendoci: Facebook per le aziende – Scopri come far crescere la tua attività con i potenti strumenti di marketing di Facebook.

Potenti strumenti che hanno le gambe d’argilla. Vi parlo dell’esperienza negativa della pagina Facebook del progetto WTM, un laboratorio collaborativo tra i maggiori esperti di web marketing turistico.

La pagina, in oltre 18 mesi di vita, aveva raggiunto circa 2200 fans [likers come meglio volete chiamarli] ed era amministrata da 9 membri del progetto.

Da un giorno all’altro la pagina è sparita! I segnali porterebbero a pensare che la pagina sia stata cancellata da uno degli amministratori in preda a “tafazismo” estremo o alla più partenopea “cazzimma” del deficiente.

Beh, non è questo che interessa [anche se preoccupa l’una o l’altra ipotesi] ma la cosa più “tragica” è che la tanto proclamata potenza degli strumenti di Facebook ha una vulnerabilità estrema!

Abbiamo, ovviamente, provato a contattare l’assistenza, compilato form di vario genere ma nulla da fare. Le tanto potenti pagine aziendali [dico aziendali e quindi presumo portatrici di interessi e business] non hanno una sezione di assistenza dedicata [probabilmente la Nike e la Coca Cola chiamano Zuckerberg direttamente].

Allora condivido con voi delle riflessioni.

Come può un’azienda investire tempo e denaro in una risorsa e non avere un riferimento per l’assistenza?

Capisco un profilo personale ma se le chiami pagine business ti devi comportare di conseguenza ed attivare un servizio di assistenza adeguato.

Inoltre penso che nel caso di pagine amministrate da più persone l’eliminazione non debba avvenire senza una comunicazione agli altri amministratori [ricordo che l’eliminazione è irreversibile!]

Per esempio ci sono strutture che utilizzano consulenti che necessariamente devono avere accesso all’amministrazione.

Una mattina una testa di cavolo di questi si sveglia, e solo perchè tu lo hai mandato a quel paese e sei stato poco rapido dal rimuoverlo , cancella la tua presenza sociale e migliaia di euro di investimenti in tempo e risorse …

Intanto io continuo a riflettere … tra un bagno e l’altro fateci un pensierino!

P.s.

Interessante aggiornamento qui … test in diretta su alcune modifiche nella gestione delle cancellazioni delle pagine Facebook … insomma un “ravvedimento” real time … o quasi :)

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Il Minollo, no anzi Google +

Non credevo ad un colpo di reni di Google. Francamente pensavo che la strategia di Facebook e delle logiche del social networking stessero, definitivamente, imponendo il crisma dello share su quello della search.

Sia nell’era della ricerca, egemonizzata da Google, che dello Share, appannaggio di Facebook, ho sempre avuto la sensazione che mancasse qualcosa. Ecco mancava la “Sharch”. La perfetta fusione del concetto di condivisione e di ricerca [SHA(re)(sea)RCH].

Alcuni la chiamavano, già da tempo, Social Search ma sembrava il famoso “minollo” [animale inventato dalla fervida fantasia di Massimo Troisi] di cui nessuno conosceva le sembianze.

Il minollo sembra essersi palesato sotto le spoglie di Google + .

Google + non è un social network e forse se lo chiediamo a quelli Google non hanno ancora coniato l’etichetta che meglio lo rappresenti.

So soltanto che Google + rientra in un disegno strategico ben preciso e lungimirante. Google sembrava aver perso il treno del Social Networking ma era un superficiale “sembrava” alla luce degli investimenti sul mobile [android in primis] e all’attenzione che ha riposto sulle risorse geolocalizzate [complemento indispensabile alle dinamiche mobile].

Così come Chrome ed Android sono cresciuti grazie all’apertura e alla generosità di una comunità di sviluppatori anche Google +, seconda la mia modesta visione, è destinato a crescere in maniera sana e costante.

Sono proprio curioso di vedere cosa succede nei prossimi mesi, ora scusate continuo il test su Google + rubato al poco tempo che mi lascia Facebook :)

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La guerra dei bottoni

facebook-mi-piaceL’arsenale dei bottoni sociali si è arricchito recentemente con l’arrivo del “social send” di Facebook. Ulteriore plugin sociale messo a disposizione degli utenti ma soprattutto di … se stesso!

In meno di in un anno Facebook ha contaminato, con i suoi bottoni sociali, oltre 2,5 milioni di siti. Poca cosa rispetto alle potenzialità ed alla predisposizione all’apertura verso l’esterno dei siti web.

Per Facebook tutto grasso che cola per le strategie di mappatura della sua utenza. Il  re dei social network ha la grossa necessità di ampliare la base di siti esterni, che grazie ai bottoni sociali, convoglino all’interno dei profili dei propri iscritti informazioni, abitudini, esigenze, insomma marker di profilazione sempre più mirati.

Quindi, quelli che sembrano bottoncini più o meno ” arredanti” le varie pagine web [alcuni sinceramente esagerano nella sovrapposizione di bottoni e bottoncini], rappresentano un potente grimaldello verso l’acquisizione di dati ed informazioni che dall’esterno di Facebook convergono in esso.

Insomma Facebook erode a Google, e non solo, tanta fetta di tempo e di attenzione ma soprattutto dati fondamentali alla profilazione degli utenti.

Di quei dati si nutrono i sistemi di advertising e dai quei sistemi si generano i profitti per questi competitori.

E allora Google cosa fa? Un bottoncino se l’è inventato ma, memore dei disastri sociali precedenti, lo tiene in una calda incubatrice in attesa di proporlo su larga scala.google+1

Parlo del bottone +1 che dovrebbe invadere le ricerche con il gradimento sociale degli utenti. Google ha capito che prima di lanciare in grande il suo bottoncino deve far digerire ai propri utenti la necessità di “profilarsi” nell’utilizzo dei suoi servizi di ricerca. L’intenzione è quella di portare la maggior parte dell’utenza a loggarsi prima di googlizzare in qualche modo.

Solo allora il bottoncino di google potrà manifestare tutta la sua potenzialità e si potrà parlare effettivamente di una reale social search.

Son curioso di vedere come finirà questa guerra dei bottoni!

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