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Archive for the ‘Revenue Management’ Category

Stessa Camera, Prezzo Diverso?

scritto da Antonello Maresca
giovedì, 8 luglio, 2010

Questo lo slogan di Trivago. L’esortazione alla dis-parity nell’interesse del turista. La filosofia dello slogan fu chiaramente spiegata da Giulia Eremita in una intervista a Robi Veltroni.

Quel prezzo diverso è la risultanza di una serie di fattori incrociati che determinano particolari condizioni di vendita, di servizio, di politiche di prenotazione e di cancellazione.

Ok, mi sta bene, anzi no, meglio ancora, non è questo il problema!

Ho un difetto, per capire alcune cose che mi sfuggono devo sperimentare e, putroppo, metterci faccia e…tasca.

Quale insidia cela quello slogan tentatore?

Cercherò di spiegarli con un caso concreto da me vissuto.

Nei giorni scorsi avevo bisogno di una camera per due notti a Milano e, memore dello slogan “Trivaghiano” da li sono partito.

Ho trovato una struttura “disparata” con un prezzo molto interessante fornito dall’operatore LogiTravel.it [qualche chiacchiera sul conto di quest'operatore]. La struttura in questione è l’Hotel Windors di Milano.

In ossequio alle considerazioni di Giulia mi accerto che la camera e l’offerta non siano limitate nel servizio, nelle condizioni e nelle garanzie.

Ok, tutto chiaro…beh insomma :-( Ho prenotato una camera doppia per 2 notti presso l’Hotel Windsor di Milano!

Il giorno dell’arrivo a Milano mi reco presso questa specie di “caserma” della ricettività [non riesco proprio a chiamarlo un albergo] e mi viene assegnata la mia bella…stessa camera dal prezzo diverso! Evviva, sto concretizzando uno dei miei pochi affari della vita.

L’affare più breve della storia, varco la soglia della camera e mi ritrovo in un…bagno turco. Temperatura esterna 36 gradi, più o meno la stessa in camera!

Faccio presente all’addetto al ricevimento un problema che palesemente conoscevano pur negandolo che, dopo aver tentato di farmene fare una ragione, mi cambia la camera. Nuova camera stesso problema. Un ventilatore sotto le mentite spoglie di un condizionatore invece di raffreddare l’ambiente spostava aria calda. Notte insonne, mattinata di rimostranze, con il direttore, chiuse con la promessa che nel pomeriggio avrei trovato 22 gradi nella mia bella camera dal prezzo diverso. Non vi dico al mio rientro…vado via da quella struttura pur avendo già prepagato il soggiorno.

Potrei dirvi che ho cercato di chiamare quei mattacchioni di Logi Travel che millantano un’assistenza 24 ore su 24 su numero italiano. Dopo 25 minuti riesco a parlare con una operatrice che parlava in dialetto spagnolo, insomma un dialogo tra sordi che si esaurisce con una suo “garbato” rifiuto alla conversazione.

Morale della favola? Non credete allo slogan “stessa camera prezzo diverso” !

La verità è che ci sono operatori disinvolti [scommettiamo che li sentiremo presto a "Mi manda Rai Tre"?...Todomondo e Soci docet] che scavano nel pattume dell’ospitalità con la piena e tacita complicità di albergatori che del cliente frega meno del nulla.

Ecco in quel pattume, spesso, troverete le camere che hanno un prezzo diverso!

Buone Vacanze al prezzo giusto nella camera giusta :)

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Anche il Turista fa Revenue

scritto da Antonello Maresca
sabato, 29 maggio, 2010

L’area Travel di Bing mette a disposizione dei turisti uno strumento di comparazione e di previsione chiamato “Rate Indicator“.

Come funziona?

Quando un utente effettua la ricerca di un hotel per una determinata destinazione il sistema [brevettato]di Bing presenta una lista di alberghi comparati, confrontando i prezzi attuali con dei dati storici per prevedere se il prezzo è vantaggioso rispetto alla media storica.

bing-averagebing-not-deal

Questo “indicatore di prezzo ” confronta:

  • le date storiche per lo stesso periodo [controlla ad esempio i prezzi passati per un determinato soggiorno]
  • altre date vicine precedenti e successive al soggiorno richiesto

bing-rate-indicatorFatto il confronto il sistema evidenzia con una etichetta di un colore specifico se il prezzo è un affare, è nella media oppure è superiore alla media.

Questi dati vengono visualizzati anche sulla mappa, geolocalizzando gli hotel con i prezzi vantaggiosi rispetto alla media storica.

bing-map-deal

Dura battaglia tra Alberghi e Turisti “Revenue” nel prossimo futuro?

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Rapporto tra Hotels e Agenzie on Line

scritto da Antonello Maresca
lunedì, 17 maggio, 2010

Ecco il mio piccolo contributo al Convegno organizzato dallo Skal Umbria il 12 Maggio ad Assisi.

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Pay What You Want ?

scritto da Antonello Maresca
sabato, 6 febbraio, 2010

estate_low-cost
Un mio cliente mi manifestava una difficoltà di gestione nella vendita di alcune camere presenti nel suo albergo. Il piccolo hotel ha 4 camere al piano interrato che, obiettivamente, offrono uno standard inferiore rispetto alla media delle sistemazioni offerte.

L’albergatore ha tentato in diversi modi di comunicare le differenze a partire dall’etichetta “economy” attribuita alle camere. Purtroppo con scarsi risultati visto che il 90% dei commenti negativi sono rilasciati dagli ospiti di quelle camere.

Non sono servite le accurate descrizioni della camera, una etichetta “economy”, un prezzo più basso rispetto alle sistemazioni standard…cosa potrebbe fare?

Perché non tentare in alcuni periodi dell’anno, non necessariamente di bassa occupazione, di testare la formula “Pay What You Want” ?

In cosa consiste? Vendere le 4 camere con una formula che consenta al cliente di stabilire il prezzo da pagare; con alcune regole però!

Quali suggerirei:

  • Soggiorno minimo di 3 notti;
  • Pagamento anticipato non rimborsabile;
  • Prenotazione anticipata di almeno 60 giorni prima dell’arrivo;
  • Impegno a lasciare una testimonianza obiettiva del suo soggiorno;
  • Prezzo per notte non inferiore alle 29 euro per camera (limite per quella struttura);

L’operazione non ha finalità meramente commerciali ma tende ad attrarre un’attenzione virale nei confronti della struttura.

Quindi i risultati da perseguire non sono legati ad un ritorno economico ma sono finalizzati a:

  1. limitare i commenti negativi relativi alle vendite di quelle camere, anzi;
  2. attirare nuovi clienti;
  3. creare un presupposto per campagne di marketing;
  4. innescare l’attenzione dei social media sull’iniziativa;
  5. ottimizzare l’occupazione in periodi particolari;

Io ci proverei! Che dite?

P.S. Attenzione non parlo di un soggiorno NO COST come lo definisce correttamente Robi Veltroni in questo post che condivido ma di iniziative spot con delle limitazioni e delle condizioni chiare.

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Revenue, Competitor, Prezzi…

scritto da Antonello Maresca
mercoledì, 16 dicembre, 2009
Seguo la scia dei miei pensieri. La seguo senza una logica ben precisa alla ricerca di un senso logico. Beh, vediamo cosa viene fuori!
Ogni volta che dalle mie parti c’è un Corso di Revenue si verifica, nell’immediato post evento, un’ondata di esperimenti tariffari. Vagonate di 49, 59, 69, 71, 77, 81, e visto che siamo in pieno periodo natalizio munitevi di cartella apposita e giochiamo a tombola :-)
Il mio pensiero sul Revenue Manager della Domenica, spesso troppo improvvisato e spregiudicato, l’ho già espresso nei miei interventi precedenti, ecchevelodicoafare!
Volevo, invece, soffermarmi su di un particolare che è la naturale conseguenza di questo bagno di pura dottrina Revenue.
Parlo dell’analisi della concorrenza e del monitoraggio tariffario. Mi capita di chiedere a questo R.M. illuminato: “Ma come procedi?” ottenendo una risposta del genere “Prendo gli Hotels di pari categoria e localizzati ad una determinata distanza dal mio hotel e controllo i loro prezzi”.
Questo concetto parte da un pressupposto, secondo me, sbagliato perchè fa riferimento ad un ipotetico fattore pseudo-omogeneo di qualità/prezzo.
Non esiste un fattore qualità-prezzo ma dovrebbe intendersi più correttamente un fattore qualità-prezzo percepibile.
Quando parliamo di comparazione e monitoraggio di prezzi della concorrenza lo facciamo sicuramente in ambito internet, “epperò” di quello che c’è su internet non ci interessa molto.
Lo so, lo so, il discorso si contorce e la logica vaga nel caos dei miei pensieri. Ok facciamo un esempio per interderci.
Prendiamo l’Hotel A e l’Hotel B entrambi hotel 4 stelle di Sorrento situati in raggio di 500 metri dal centro storico di Sorrento.
Per l’albergatore A e per quello B è vitale monitorarsi vicendevolmente. Per me NO! Sapete perchè? L’hotel B ha una discreta visibilità organica sui motori di ricerca ed ha appena rinnovato il sito in una logica moderna ed attuale. Le sue foto sono calde ed emozionali ed il suo booking on line ottimo. Non vi dico la reputazione, la gente è soddisfatta della vacanza trascorsa presso l’Hotel B e non fatica a condividerla.
L’Hotel A ha un sito vecchio e stantio di fine anno ‘90 con foto scattate dallo zio del gestore ed una pessima comunicazione. Per prenotare dovete mandargli una mail e per trovare i recapiti hanno indetto un concorso a premi. Reputazione pessima e non gestita.
Mi chiedo perchè mai l’Hotel B dovrebbe inserire nel panel dei competitori l’albergo A? Qual’è nell’un caso e nell’altro il rapporto qualità-prezzo percepibile?
Boh, mi sarò spiegato?
tombola
Seguo la scia dei miei pensieri. La seguo senza una logica ben precisa alla ricerca di un senso concreto. Beh, vediamo cosa viene fuori!
Ogni volta che dalle mie parti c’è un Corso di Revenue si verifica, nell’immediato post evento, un’ondata di esperimenti tariffari. Vagonate di 49, 59, 69, 71, 77, 81, e visto che siamo in pieno periodo natalizio munitevi di cartella apposita e giochiamo a tombola :-)
Il mio pensiero sul Revenue Manager della Domenica, spesso troppo improvvisato e spregiudicato, l’ho già espresso nei miei interventi precedenti, ecchevelodicoafare!
Volevo, invece, soffermarmi su di un particolare che è la naturale conseguenza di questo bagno di pura dottrina Revenue.
Parlo dell’analisi della concorrenza e del monitoraggio tariffario. Mi capita di chiedere a questo R.M. illuminato: “Ma come procedi?” ottenendo una risposta del genere “Prendo gli Hotels di pari categoria, localizzati ad una determinata distanza dal mio hotel e controllo i loro prezzi”.
Questo concetto parte da un pressupposto, secondo me, sbagliato perchè fa riferimento ad un ipotetico fattore pseudo-omogeneo di qualità/prezzo.
Non esiste un fattore qualità-prezzo ma dovrebbe intendersi più correttamente un fattore qualità-prezzo percepibile.
Quando parliamo di comparazione e monitoraggio di prezzi della concorrenza lo facciamo sicuramente in ambito internet, “epperò” di quello che c’è su internet non ci interessa molto.
Lo so, lo so, il discorso si contorce e la logica vaga nel caos dei miei pensieri. Ok facciamo un esempio per interderci.
Prendiamo l’Hotel A e l’Hotel B entrambi hotel 4 stelle di Sorrento situati in raggio di 500 metri dal centro storico.
Per l’albergatore A e per quello B è vitale monitorarsi vicendevolmente. Per me NO! Sapete perchè? L’hotel B ha una discreta visibilità organica sui motori di ricerca ed ha appena rinnovato il sito in una logica moderna ed attuale. Le sue foto sono calde ed emozionali ed il suo booking on line ottimo. Non vi dico la reputazione, la gente è soddisfatta della vacanza trascorsa presso l’Hotel B e non fatica a condividerla.
L’Hotel A ha un sito vecchio e stantio di fine anno ‘90 con foto scattate dallo zio del gestore ed una pessima comunicazione. Per prenotare dovete mandargli una mail e per trovare i recapiti hanno indetto un concorso a premi. Reputazione pessima e non gestita.
Mi chiedo perchè mai l’Hotel B dovrebbe inserire nel panel dei competitori l’albergo A? Qual’è nell’un caso e nell’altro il rapporto qualità-prezzo percepibile?
Boh, mi sarò spiegato?
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Tariffe, ancora Tariffe!

scritto da Antonello Maresca
venerdì, 23 ottobre, 2009

tariffe-revenueSono reduce dall’incontro con il gestore di una struttura extralberghiera, di un paese vicino a Sorrento, che chiedeva consiglio (si fa per dire, considerata la discussione seguente) su come impostare la politica tariffaria del 2010.

Riporto, fedelmente il colloquio:

Antonello: che idea hai sulle tariffe da proporre?

Gestore: ho pensato di vendere la de luxe a 150 in bassa stagione – 200 in alta stagione e la suite a 200 in bassa – 250 in alta.

Antonello: in base a che principio hai pensato a queste tariffe?

Gestore: credo che il prezzo sia determinante per selezionare la clientela e voglio puntare solo su un target più alto.

Antonello: bene, anche io vorrei vincere il superenalotto tutte le settimane ed uscire a cena con Monica Bellucci. Stranamente, pur volendolo, non accade nulla di tutto questo. (ndr – apro un comparatore di prezzi e dimostro che alberghi 5 stelle di Sorrento (lui è fuori Sorrento) sono sotto le sue quotazioni.)

Gestore: vabbè, se vediamo che le cose si mettono male facciamo delle offerte!

Antonello: sbagliato! Lo schema è esattamente il contrario. Definisci un prezzo di partenza , che è il prezzo più basso che è possibile praticare per un determinato periodo, e varialo, in aumento, in riferimento all’avvicinarsi della data di arrivo e dell’occupazione. (massima semplificazione di un concetto più complesso).  Se non ti prenotano almeno una camera, perchè aumentare il prezzo?

Gestore: si ma se abbasso i prezzi, quando mi vendono le agenzie con cui collaboriamo il netto è troppo basso.

Antonello: scusa, ma tu hai 6 camere, sei in un posto baciato da Dio e dal sole, stai investendo sul tuo sito e sulla tua visibilità, sei presente su alcuni intermediari on line, ma a cosa ti servono questi operatori? Puntare sul cliente non intermediato è la scelta vincente per una struttura medio-piccola. Il cliente soddisfatto non ringrazierà l’agenzia per il consiglio ma riverserà un rivolo di referenze che ingrosserà il tuo fiume della reputazione (non mi sono proprio espresso in maniera così poetica :-) ).

Gestore: vabbè ci penserò!

Ecchevidevodire :-)

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