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Mamma li Turchi!

Oltre 25.000 albergatori coinvolti da una ricerca di Tripadvisor tesa a rilevare le dinamiche delle  prenotazioni e dei prezzi del settore turistico in relazione agli scenari socio-economici-politici.

Immersi in una situazione di grossa difficoltà economica tendiamo a considerare l’intero pianeta in crisi. Ci sono delle differenze, e lo studio le rivela chiaramente.

Il morso della crisi affligge, in maggior misura, le strutture europee rispetto a quelle del nord America, Asia area Pacifico e America Latina.

Anche in Europa ci sono delle differenze, ed alcune nazioni sono riuscite a “performare” meglio, tra queste la Turchia, la Russia e la Germania.

Questo scenario incide anche sulla percezione delle prospettive future e sulle predisposizioni all’ottimismo. Ovviamente, chi sta meglio adesso prevede uno scenario migliore per il prossimo futuro.

La fotografia economica dei vari paesi incide anche sulle dinamiche occupazionali. Il 64% degli intervistati dichiara che non apporterà modifiche al proprio organico nei  prossimi 6 mesi, mentre solo il 15% pianifica nuove assunzioni.

Booking Trends

La ricerca evidenzia che le strutture extralberghiere, rispetto agli hotel, son ben lungi dal colmare il divario “tecnologico” e di risorse relative ai sistemi di prenotazione.

Tra le nazioni con maggiore attenzione ai sistemi di booking si distinguono, Giappone, Nuova Zelanda, Russia, Cina, Canada, USA, Australia etc.

“Coerenze Tariffarie”

Il 53% degli hotel che hanno praticato sconti e riduzioni nel periodo giugno – agosto … continuerà a farlo anche nei messi successivi. Invece il 60% degli hotel che hanno incrementato i prezzi terrà un comportamento coerente anche per i mesi successivi.

In Europa le nazioni in maggiore sofferenza sono Grecia, Spagna ed Italia [che ne parliamo a fare!]

Il 56 % degli intervistati è convinto dell’importanza fondamentale di fornire strumenti di booking anche via mobile.

Il 36% delle strutture che attualmente non offrono free wifi stanno pianificando di implementarlo nei prossimi 6 mesi.

Il Marketing si sposta verso il Social e il Mobile

Tra le nazioni che “ingaggiano socialmente” meglio i loro ospiti troviamo i turchi in testa.

Nel settore mobile, particolarmente, attenti ed attivi sono i cinesi, ancora i turchi e i messicani.


Offerte Speciali

Gran parte degli hotels, il 59%, utilizza la leva prezzo e sconto per attirare attenzione ed incrementare le prenotazioni.

La classifica dei servizi e delle opzioni utilizzate dalle strutture per elevare il valore percepito, oltre al già citato sconto, è più o meno questa:

1 – sconto sul prezzo del soggiorno

2 – Servizi speciali [es. free wifi]

3 – Notte gratuita

4 – Local deals

5 – Trasferimento gratuito

6 – Parcheggio gratuito

7 – Programmi punti per la fidelizzazione

8 – Giornali gratuiti

9 – Nessuna offerta speciale

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I 19 comandamenti

La distribuzione online sta diventando sempre più importante per l’industria dell’ospitalità e diventa indispensabile ridefinire le regole dei rapporti con gli intermediari on line. Il rapporto appare non equilibrato, in termini di peso contrattuale, a causa della sempre crescente forza delle OLTA e “paraOLTA” nei confronti degli hotels indipendenti … e non solo!

Pertanto, HOTREC tenta di proporre delle regole per rendere maggiormente equilibrati e trasparenti i rapporti con questi operatori.

Ecco i 19 comandamenti dettati da questa associazione europea dell’ospitalità:

1 – Vietare l’uso non autorizzato dei marchi e dei nomi delle strutture nelle campagne di advertising on line
Alcuni intermediari utilizzano il nome della struttura o il marchio per attivare campagne di adverting. In alcuni casi utilizzano veri e propri siti paralleli con nome di dominio e marchi della struttura.

2 – Nessuna obbligatorietà della parità tariffaria
Questa clausola impedisce alle strutture di utilizzare la proposta tariffaria come una leva a suo favore generando tra l’altro un “cartello” non conveniente sia per la struttura che per il cliente finale

3 – Nessuna obbligatorietà di concedere “allotment” virtuali
La concessione di una disponibilità indifferenziata [meglio ancora coatta] toglie la necessaria autonomia commerciale alla struttura e genera una violazione della libera concorrenza [vedi anche parità tariffaria imposta]

4 – Nessuna disponibilità di camere minima
Un ostacolo competitivo soprattutto per le piccole strutture

5 – Nessun obbligo di fornire tutta la gamma delle offerte dell’hotel
Ancora un volta l’hotel perde di flessibilità e di competitività

6 – Nessun modello d’asta non palese
Il cliente deve essere chiaramente e preventivamente informato sulle strutture prenotate. Inoltre se ci sono regimi provvigionali che determinano liste di visibilità preferenziali devono essere dichiarati

7 – Chiarezza e veridicità dei prezzi proposti nelle campagne ADV
Le Olta e chi per loro conto possono pubblicizzare ed utilizzare solo proposte commerciali preventivamente concordate con la struttura

8 – Nessuna autorizzazione alla pubblicazione delle strutture sui portali di aste on line o gruppi di acquisto, se non concordata

9 – Tempi adeguati per la gestione della contabilità delle provvigioni e dei NO SHOW
Le strutture hanno un tempo limitato per la verifica del buon fine delle prenotazioni. Un ostacolo per le piccole aziende che non dispongono di reparti commerciali dedicati.

10 – Nessuna commissione sui NO SHOW

11 – Cooperazione piena con i sistemi di Channel Manager

12 – Informare gli Hotel dei canali di distribuzione e dei programmi di affiliazione che promuovono e vendono la struttura

13 – No al ” Depackaging” non autorizzato
I prezzi e le offerte create all’interno di pacchetti e proposte complesse non devono poter essere “spacchettate” e vendute singolarmente

14 – Rispetto della classificazione ufficiale delle strutture

15 – [rapporto con i motori di ricerca] Maggior risalto ai risultati organici
I risultati organici e naturali sono immersi/sommersi dalle offerte pubblicitarie

16 – I comparatori e i meta motori di ricerca turistici dovrebbero poter includere anche i siti ufficiali delle strutture
Seppur con aperture di vario genere [attraverso intermediari] ed a prezzi onerosi questi portali non consentono al singolo albergo la presenza nella metacomparazione

17 – La terminologia deve essere conforme allo standard europeo EN ISO 18513:2003

18 – Attenzione alle classifiche legate alle recensioni/valutazioni

18.1 – Controllo e verifica dei contenuti editoriali
18.2 – Non accettare recensioni anonime o non riconducibili ad un cliente reale
18.3 – Neutralità. Evitare l’uso delle recensioni per dirottare gli utenti su altri canali
18.4 – Garanzia della qualità
18.5 – Dati corretti e attuali
18.6 – Criteri di valutazione
18.7 – Diritto di replica
18.8 – Note legali

19 – Trasparenza
I siti web dovrebbero indicare chiaramente agli utenti se la prenotazione avviene direttamente con l’hotel o tramite un intermediario specificando la natura della collaborazione e la mission del portale.

Fonte: Hotrecvedi PDF

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Prezzi e Hotels: dieci cose da sapere e su cui riflettere


Nei mesi scorsi ho molto parlato dei canali e degli interlocutori “diversamente intermediari” [serie di post “c’era una v...OLTA”]. Lo spunto di una pubblicazione della HSMAI ed alcune riflessioni di un albergatore illuminato mi offrono il pretesto di chiudere il cerchio e la serie. 
Mi riferisco ad una publicazione della HSMAI Foundation “Distribution Channel Analysis: a guide for Hotels che ha suscitato delle considerazioni [con me condivise] da parte di Matteo Marzot, titolare insieme al fratello Piero, di due alberghi nel centro di Milano. Proverò ad integrare le considerazioni di Matteo con 10 punti che riassumono la bella pubblicazione della HSMAI [da me liberamente interpretati e commentati].
1 – La domanda di ricettività sul mercato USA è “inelastica”. Significa che la riduzione “ad oltranza” dei prezzi non genererà domanda supplementare tale da poter compensare la riduzione di revenue. Tutto ciò per una, probabile, saturazione della proposta rispetto alla domanda in un mercato già “definito” come quello statunitense.
[Matteo] Si potrebbe dire la stessa cosa su Milano almeno per gli anni scorsi in cui il flusso dei turisti non è diminuito. A  diminuire sensibilmente sono stati i prezzi degli hotel. Possiamo ancora parlare di price inelastica Milano con tutte le nuove aperture ? la discesa dell’ ADR è inarrestabile a mio avviso per due motivi: la domanda non sta aumentando come l’offerta e i new entry applicano politiche di prezzi bassi senza preoccuparsi di informare se queste politiche tariffarie sono dovute al lancio del nuovo prodotto, e quindi limitate nel tempo, o se sono/saranno i prezzi di riferimento . Il risultato rischia di scatenare una guerra dei prezzi in cui tutti usciranno sconfitti .
2 – Al livello di una singola struttura una politica tariffaria “aggressiva” che punti sul prezzo può determinare una crescita di domanda ed un incremento dell’indice di prenotazioni. La contestualizzazione di una simile pratica [sistematica e … sistemica] determina una “rigidità” nell’offerta che si appiattisce sull’elemento prezzo dimenticando il valore aggiunto della proposta e del servizio di ospitalità. L’ecosistema digitale, trasparente e fondamentale per la commercializzazione di una struttura ricettiva, amplifica questa tendenza generando un “contagio” al ribasso per l’intero comparto.

[Matteo] Al giorno d’oggi cercare di ‘’ rubare’’ clienti ad altri hotel abbassando i prezzi porta semplicemente a una diminuzione del revenue per tutti

3 – Il settore della ricettività, negli USA, opera in una dinamica economica a somma zero. L’aumento, su base annua di circa il 2% negli ultimi 20 anni, conferma quanto risulti difficile generare domanda supplementare con la sola strategia tariffaria al ribasso. Gli spostamenti, anche consistenti, avvengono tra struttura e struttura e tra destinazioni senza generare significativi incrementi di nuova domanda in termini assoluti.

4 – I fronti di proposta e visibilità per una struttura ricettiva si sono moltiplicati generando una dinamica paradossale legata alla presenza di questi nuovi “disintermediatori intermedianti”. L’affermazione di nuovi protagonisti, già in palese irruzione nel settore turistico, quali Google e Facebook [senza citare tutti gli altri protagonisti della scena social] amplifica gli spazi di attenzione ma a costi importanti e non direttamente proporzionali alla performance commerciale. Una nuova provvigione sul fatturato, in alcuni casi non percepita come tale, che dovrebbe imporre agli albergatori una diversa sensibilità ed un consapevole utilizzo delle risorse legate a questi ambiti: meta-ricerca e comparazione, contenitori “reputazionali”, social media, presenza mobile, geolocalizzazione e georeferenziazione, marketing di prossimità. Piuttosto che continuare a parlare di “disintermediazione” si dovrebbe imparare a gestire al meglio l’intermediazione!
Difficile potersi sottrarre all’intermediazione nel momento in cui essa si moltiplica. Oggi non è più possibile parlare della sola intermediazione commerciale [appannaggio delle OLTA], ma si dovrebbe parlare di intermediazione reputazionale [portali UCG - Tripadvisor docet], intermediazione sociale [utilizzo di piattaforme di social networking al fine d’ intercettare fiducia e reputazione attraverso una sana e sincera relazione] e di intermediazione algortimica legate alle chances di visibilità fornite dai sistemi di ricerca sempre più contaminate da logiche sociali.

[Matteo]É un punto importante : il termine gatekeepers rende l’idea come ora per poter entrare efficacemente nella distribuzione via internet bisogna pagare una nuova razza di intermediari.  Google, il cui potere sta crescendo in maniera enorme, rischia di diventare un nuovo mostro. Gli Hotel illudendosi di sfuggire dall’intermediazione delle Olta rischiano di mettersi in mano a un nuovo mostro sempre più potente e totalitario ( attivo sia con il mercato web tradizionale che con il mercato mobile )  ”Even when new third parties send a hotel its business directly, they will charge referral or media fees and these bookings will still require a technology infrastructure to support the inquires and transaction delivery, ALL ADDING TO THE COST”

5 – Tanto per non girarci attorno e per parlare della non tanto vile pecunia, le aziende ricettive americane, nel 2010, hanno corrisposto circa 2,7 miliardi di dollari alle OLTA e 1,3 miliardi agli intermediatori “ibiridi” nelle vesti dei GDS. La prospettiva di pagare il doppio di tali cifre, nel giro di 3-5 anni, non appare irrealistica.

[Matteo]La prospettiva di aumento dei costi di intermediazione  non mi sorprende affatto vedendo i tassi di crescita del fatturato delle OLTA.

6 – In questo scenario difficile si apre uno spiraglio interessante d’ottimismo. L’incremento della domanda, al momento statica o quasi, può essere determinata a livello internazionale. I mercati emergenti, India, Cina, Russia, Brasile e … non solo, rappresentano una grossa opportunità per l’industria turistica e per gli albergatori. Matteo si chiede come conoscere e raggiungere al meglio questi mercati e, al punto 7, parla di aggregazione tra operatori. Da tempo, e il tempo sembra sia prossimo alla scadenza, parlo di progetti aggregativi che siano portatori di valore. Questa potrebbe essere una buona occasione per mettersi assieme e fare progetti comuni sia in ambito formativo [la conoscenza condivisa costa meno ed è più “profonda”] che commerciale con progetti ad hoc rivolti a questi mercati che da soli risulterebbe difficile raggiungere a costi accettabili. Senza dimenticare gli investimenti SO [social] LO [local] Mo [mobile] .

[Matteo] New Markets China India Russia Brasile:  come poterli conoscere meglio ?

7 – Gli intermediari potrebbero iniziare ad affiancare gli hotels indipendenti con servizi simili a quelli proposti dalle catene. Potrebbero sviluppare marchi di affiancamento fornendo supporto agli alberghi clienti nell’ottica sia commerciale che strategica.

[Matteo] Bisogna unirsi  , avere il coraggio di superare le proprie ‘’ gelosie’’ ed avere una visione di gruppo … anche qui facendo attenzione ai costi.

8 – La figura dell’albergatore deve cambiare. Sia la strategia commerciale che quella promozionale e comunicativa prevede la figura di un vero e proprio impreditore della ricettività, attento ai particolari e stimolato dal cambiamento. Se si vuole differenziare la proposta bisogna imparare ad essere … differenti!

[Matteo] “there is a growing commoditization of Hotels as  a product  e who owns the guest ?”

9 – Una rete [Internet] trasparente e multicanale rende palese la parità di tariffa [parity rate imposta dalle OLTA] che potrebbe ritorcersi contro la singola struttura indebolendone le strategie di commercializzazione.

[Matteo] Sono estremamente contrario alla ‘’one rates fits all ‘’ che “undermines the power of marketing” e fa il gioco dei grandi distributori. Se io devo comprare un CD e lo trovo allo stesso prezzo su redmoonrecords.com/ o su amazon.it  secondo voi a chi do il mio numero di carta di credito ?  A chi conosco già e di cui mi fido perché l’ho già utilizzato o a un sito che non conosco e che probabilmente utilizzerò una sola volta ? Se non ho un vantaggio reale e chiaro  utilizzerò sempre il canale più conosciuto.

10 – La frammentazione della rete di vendita e di quella legata alla visibilità rende fondamentale il corretto utilizzo di ognuno di questi canali e delle risorse a disposizione. Un utilizzo consapevole degli strumenti, la corretta analisi dei flussi di attenzione e revenue, rende l’albergatore più attento e critico anche verso teorie quali il “billboard effect” evidenziata da studi della Cornell University. L’accettazione acritica di determinate teorie, che evidenziano trends significativi ma non scientificamente quantificabili, rende passivo un albergatore che non può più permetterselo!

[Matteo] Il famoso billboard effect spiegato in uno studio della Cornell commissionato da una grande Olta può essere messo in discussione anche se noi oggettivamente non abbiamo riscontri perché ( almeno io) non ho il coraggio di provare a chiudere tutti i canali distributivi esterni dell’ Hotel e vedere cosa succede.

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