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Archive for the ‘Trivago’ Category

THPI di Trivago

scritto da Antonello Maresca
venerdì, 20 agosto, 2010

thpi_europaOgni mese, come del resto gran parte degli operativi turistici, ricevo un interessante documento da parte di Trivago relativo all’indice dei prezzi medi praticati dagli alberghi nelle principali destinazioni europee.

Trivago Hotel Price Index [THPI] appunto.

Un dato alimentato da un indice rappresenta, logicamente una media di tendenza, un indicatore delle dinamiche dei prezzi per una determinata destinazione. Un interressante benchmark per valutare le tendende dei prezzi nelle principali città italiane ed europee.

Come si concretizza il prezzo medio mensile evidenziato nell’indice THPI?

Come ben noto Trivago è uno dei maggiori comparatori di prezzo a livello europeo e per fornire al meglio il proprio servizio aggrega i prezzi delle maggiori olta [tranne Expedia] in riferimento agli alberghi presenti nelle maggiori destinazioni.

Ogni giono gli utenti trivago interrogano questa base dati alla ricerca di soluzioni per le proprie vacanze e su quella massa critica di ricerche vengono raccolti i dati che entrano nell’indice. Il prezzo medio viene ricavato sulla base indistinta degli alberghi della località, quindi aggregando tutte le categorie di alberghi presenti senza distinzione per stelle, e sulla base di una sistemazione in camera doppia.

Un dato questo che risulta abbastanza fedele per destinazioni leisure mentre per destinazioni con elevati segmenti business [il riferimento, in quel caso, è più fedele sulla base dell'offerta di una camera singola] è meno affidabile in termini di prezzo medio.

Perchè parli del THPI, ti starai chiedendo [e se non te lo sei chiesto, pazienza visto che sei arrivato fino a questo punto del post :) ]?

Perchè un dato ricavato da un indice generato con quelle logiche non dovrebbe costituire una base per costruire ipotesi e argomentazioni di carattere sociale, commerciale, politico e … con intenti faziosi.

Dico questo perchè parlando con Giulia Eremita, responsabile per l’Italia di Trivago, mi diceva che in Germania il THPI era stato tirato in ballo per querelle politiche in occasione della riduzione dell’iva al 10% sul servizio di ospitalità.

Analogamente, ieri pomeriggio, ho avuto un bello e sano confronto con due albergatori milanesi che stimo molto, su alcuni articoli di stampa che utilizzano questi dati per “attaccare” la categoria.

Non credo sia corretto l’utilizzo di tali dati di tendenza per la costruzione di teorie del tipo “gli albergatori si lamentano ma i prezzi sono più cari nonostante la crisi”.

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TripBook o FaceAdvisor?

scritto da Antonello Maresca
domenica, 1 agosto, 2010

Il problema della maggior parte delle recensioni presenti sul web è che sono figlie di padri ignoti o…quasi.

Non mi riferisco alla genuinità o meno dei contributi [e di questo si è già parlato tanto], ma all’impossibilità di attribuire un valore alla recensione in rapporto all’affinità e alla fiducia che nutro nel recensore.

Tutte le recensioni che leggiamo sono frutto di esperienze fatte da persone che non conosciamo, che probabilmente ci starebbero antipatiche se le conoscissimo e forse anche inaffidabili.

Questo è il modello che ci viene proposto.

Non esiste ancora il sito di recensioni di viaggi ideale. Probabilmente sto parlando di un TripBook o di FaceAdvisor [TripAdvisor+Facebook], di un TripEdin e potrei andare avanti all’infinito nell’esasperare la stupidità agostana che mi ha preso.

Qualche segnale di adeguamento a questa esigenza lo iniziamo a vedere, per esempio su TripAdvisor, che ha implementato TripFriends che permette di interagire con i propri amici di Facebook direttamente dal portalone delle recensioni.

Poco, ancora poco verso un futuro che vedo esclusivo appannaggio di un sistema in grado di autoprofilarsi in relazione alle mie esigenze e alle mie reti sociali.

Quanto tempo ci vorrà per vedere nascere…FaceAdvisor?

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Reputazione Variabile

scritto da Antonello Maresca
giovedì, 15 aprile, 2010

mercato
E’ fuor di dubbio. La reputazione on line di una struttura alberghiera impatta in maniera determinante sulle performance di vendita.

Commenti, recensioni, valutazioni, graduatorie, punteggi e classifiche varie, rappresentano la gioia e, spesso, il dolore per gli albergatori.

Ma può un elemento, soggetto a decine di variabili non quantificabili oggettivamente, avere un impatto così determinante sulle fortune on line di un albergo?

Non la domanda, ma è la risposta a divenire retorica: SI! Purtroppo o per fortuna sarebbe, a questo punto, la domanda successiva…a voi la risposta.

Volevo soffermarmi sulla variabilità della reputazione in funzione di un aspetto: il prezzo.

Se fate caso alle valutazioni presenti sui maggiori portali intermediari vi accorgerete che, nella fascia medio-alta, la reputazione accusa una decisa criticità in riferimento al rapporto qualità-prezzo.

Ovvio, se un albergo a 5 stelle vende una camera a 90 euro nel centro di Milano sarà suscettibile ad una valutazione positiva in riferimento alle minori aspettative dell’ospite rispetto al prezzo pagato.

Non è il livello del servizio o lo standard di ospitalità della struttura ad essere premiato ma il…prezzo.

Così come, al contrario, lo stesso albergo può essere penalizzato da una recensione negativa per aver deluso una grossa aspettativa condizionata da un alto prezzo pagato [o meglio dalla percezione di un alto prezzo pagato].

Questa, purtroppo, la cultura che sta imponendosi. Una grossa mano a questo tipo di comunicazione e di condizionamento la stanno dando i principali intermediari on line il cui unico scopo è vendere, non differenziare l’offerta in relazione all’unicità proposta.

Tutto è negoziabile, tutto è acquistabile ad un prezzo inferiore. Se poi a rimetterci è la reputazione di un albergo, poca cosa.

Avanti il prossimo!

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Giulia Eremita racconta Trivago Italia

scritto da Antonello Maresca
sabato, 5 dicembre, 2009
Quando nasce il progetto Trivago Italia?
G.Trivago Italia viene messo online nel settembre 2007, ma le prime relazioni social da community si instaurano nel Febbraio 2008. Il progetto trivago invece nasce in Germania nel 2005 con la prima versione tedesca del sito.
Quali sono state le maggiori difficoltà che avete incontrato per lanciare il sito in Italia?
G.Creare una community in un sito molto strutturato e pieno di regole come trivago non e’ una cosa semplice e il portale non aiutava, c’e’ voluta molta pazienza e tante notti insonni…
In piu’ non c’erano attrazioni e la struttura geografica italiana era un disastro, le poche destinazione italiane avevano nomi in tedesco, introvabili.
Arrivava, ad esempio, qualcuno che voleva parlare della sua vacanza a Parma? Prima bisognava far richiesta per aspettare Parma che non c’era (o si chiamava in un altro modo), poi bisognava chiedere all’utente di frammentare la sua esperienza di viaggio in singole attrazioni: il museo, la chiesa, la piazza, il centro storico, il parco… per ogni attrazione andava fatta la scheda corrispondente e solo dopo poteva recensire. Vi immaginate la fatica?
trivago era un grande enciclopedia vuota dove bisognava partire da zero: creare le Regioni per inserire le attrazioni desiderate sotto alcune citta’ che spesso mancavano. Questo lavoro e’ stato fatto in modo certosino da i primi che hanno capito il progetto e che oggi sono a buon diritto amministratori e redattori.
Dalla nascita del progetto il sito ha registrato notevoli progressi. Quali pensi siano le caratteristiche migliori del vostro progetto web?
G.A trivago c’e’ la community di viaggiatori internazionale piu’ compatta ed “engaged” del web. Le 20 piattaforme sono interdipendenti, i nostri (italiani) spesso seguono dei progetti in gruppo, svolgono nel sito un ruolo fondamentale: il filtro costante e continuo delle informazioni e della loro qualita’ e il controllo reciproco. Sicuramente, su trivago Italia, c’e’ anche molto entusiasmo, un clima molto familiare e la consapevolezza di partecipare ad un progetto turistico serio e disciplinato. Citta’ un tempo senza contenuti sul web sono oggi celebri grazie alla volonta’ di alcuni appassionati che hanno voluto raccontarli e, in questo modo, consentire ad altri di conoscerli. Il motto è sempre quello di partenza “dai viaggiatori e per i viaggiatori”.
Trivago mette a disposizione delle strutture ricettive tanti widget e “certificati” da integrare sul sito dell’albergo. Che riscontri avete?
G.Finora abbastanza positivi e in tutta Europa: per essere nati solo qualche mese fa. Tra l’altro abbiamo messo a disposizione diverse versioni solo qualche giorno fa tra widget e bottone recensioni.
Ho notato che l’albergatore non li trova, non vede che sono disponibili gratuitamente nella sezione “Riconoscimenti” della propria scheda.
Questi widget consentono di mostrare la media integrata per ogni hotel e averla live sul proprio sito, quindi consentono all’albergatore di mostrare di essere molto attenti ai giudizi della propria clientela, di evitare che chi finisce nel sito dell’hotel vada poi da qualche altra parte per sapere “che si dice di loro” e, importantissimo, contengono il link diretto al box recensioni della scheda hotel su trivago che aiuta a generarle. A trivago, nella media finale, le opinioni nostre, valgono di piu’ e consentono di entrare nelle classifiche Top Hotel.
Trivago si definisce, copio letteralmente dal sito, “Il comparatore prezzi hotel leader in Europa”. Mi sembra addirittura riduttivo definirsi un comparatore di prezzi. A me sembra che alle spalle di Trivago ci sia una frizzante comunità di utenti attivi nel proporre contenuti e nel far crescere il sito. Quando e se potremo definire Trivago “Il Social Network Turistico Leader in Europa” ?
G.trivago è un “compara prezzi hotel”, un “travel social network”, un “portale di recensioni turistiche alberghiere”, una “community di viaggiatori internazionale”, Una “guida turistica in itinere”.
Ma, come immaginerai, rischiamo di creare confusione se ci definiamo una volta in un modo, una voltra in un altro. Preferiamo essere riconosciuti come comparatore prezzi innanzitutto, anche perchè abbiamo effettivamente tutti i prezzi di mercato per gli hotel, lavorando con 53 tra Ota, Catene alberghiere e agenzie turistiche. Come portale di recensioni turistiche alberghiere e social network vogliamo essere riconosciuti in seconda battuta solo da chi è veramente interessato a far parte del “club”.
Chiudo con le dolenti note! Recensioni, chiamiamole non limpide in alcuni casi, in altri poco spontanee. Come “reagisce” Trivago per il monitoraggio e la soluzione di questo problema?
G.Le recensioni false, come le bugie, hanno le gambe corte. Le opinioni alberghiere false esistono, ma sono, ahimè, piu’ quelle positive scritte che falsano il rank che negative. Su trivago c’e’ un forte controllo sociale anche perchè i contenuti giornalieri, almeno quelli in Italiano, sono gestibili per numero: ogni “opinione” di un nuovo utente resta in attesa di verifica del redattore anche per una settimana. Ogni nuovo utente è seguito da una guida che lo accompagna sul sito e lo controlla nello stesso tempo. Nella verifica, per quelle in dubbio, si chiede prova di soggiorno. A seconda della capacità di reazione dell’utente via trivago, si valuta l’attendibilita’ di quello che scrive. In piu’ ogni recensione che va online viene immediatamente valutata per la sua completezza e attendibilita’ e fa media sul voto che quell’utente ha dato all’albergo, annullandolo di fatto. A trivago sappiamo che sotto ogni utente che scrive un’opinione c’e’ un bollino con una valutazione collettiva che è un avvertimento per chi sceglie l’hotel e non è nemmeno una bella pubblicita’ per lo stesso albergo.
Poi ci sono i controlli speciali per segnalazioni verificate in altro modo: ieri sono saltate 4 recensioni ad esempio e l’hotel e’ finito in una lista nera. Ogni albergo ha uno storico del numero di recensioni rifiutate a trivago.
Comunque, al di la’ di questo, mi auguro possiamo nel tempo lavorare con gli albergatori in modo piu’ proficuo: basta incentivare chi è stato nella propria struttura a recensire l’hotel su trivago, sempre nel rispetto della liberta’ di pensiero e parola del cliente; invitare il cliente alla recensione indicando il link diretto; fornire un codice cliente e creare un’interfaccia per poter recensire su trivago; ci sono tanti modi per garantire attendibilita’ da entrambi le parti .
Concludo, si hanno molte piu’ soddisfazioni nel ricevere una critica reale e un complimento sincero, piuttosto che decantare le meraviglie del proprio hotel solo per generare rumore e sperare di essere piu’ furbi degli altri. Atteggiamento che, come un boomerang, si ritorce contro quando arriva il cliente vero che racconta come si e’ trovato. Le recensioni non sono un monologo col proprio ego, ma una opportunita’ reale di dialogo con il cliente e di crescita professionale.

trivagoIn occasione della BTO ho conosciuto personalmente Giulia Eremita [eravamo già amici su FB], anima, mente e cuore del progetto Trivago Italia. Giulia, con entusiasmo, ha accettato la sfida di Trivago sul mercato Italiano che grazie al suo contributo ha potuto localizzare nel bel paese ”Il comparatore prezzi Hotel leader in Europa”.

Trivago è un progetto interessante ed un valido strumento di visibilità per le strutture turistiche. A differenza degli altri siti “recensivi” Trivago ha sempre ospitato, gratuitamente, il link diretto alle strutture.

Giulia ha, gentilmente, risposto ad alcune mie domande che voglio condividere.

Quando nasce il progetto Trivago Italia?

G. Trivago Italia viene messo online nel settembre 2007, ma le prime relazioni social da community si instaurano nel Febbraio 2008. Il progetto Trivago invece nasce in Germania nel 2005 con la prima versione tedesca del sito.

Quali sono state le maggiori difficoltà che avete incontrato per lanciare il sito in Italia?

G. Creare una community in un sito molto strutturato e pieno di regole come trivago non e’ una cosa semplice e il portale non aiutava, c’e’ voluta molta pazienza e tante notti insonni…

In piu’ non c’erano attrazioni e la struttura geografica italiana era un disastro, le poche destinazione italiane avevano nomi in tedesco, introvabili.

Arrivava, ad esempio, qualcuno che voleva parlare della sua vacanza a Parma? Prima bisognava far richiesta per aspettare Parma che non c’era (o si chiamava in un altro modo), poi bisognava chiedere all’utente di frammentare la sua esperienza di viaggio in singole attrazioni: il museo, la chiesa, la piazza, il centro storico, il parco… per ogni attrazione andava fatta la scheda corrispondente e solo dopo poteva recensire. Vi immaginate la fatica?

Trivago era una grande enciclopedia vuota dove bisognava partire da zero: creare le Regioni per inserire le attrazioni desiderate sotto alcune citta’ che spesso mancavano. Questo lavoro e’ stato fatto in modo certosino dai primi che hanno capito il progetto e che oggi sono a buon diritto amministratori e redattori.

Dalla nascita del progetto il sito ha registrato notevoli progressi. Quali pensi siano le caratteristiche migliori del vostro progetto web?

G. A Trivago c’e’ la community di viaggiatori internazionale piu’ compatta ed “engaged” del web. Le 20 piattaforme sono interdipendenti, i nostri (italiani) spesso seguono dei progetti in gruppo, svolgono nel sito un ruolo fondamentale: il filtro costante e continuo delle informazioni e della loro qualita’ e il controllo reciproco. Sicuramente, su Trivago Italia, c’e’ anche molto entusiasmo, un clima molto familiare e la consapevolezza di partecipare ad un progetto turistico serio e disciplinato. Citta’ un tempo senza contenuti sul web sono oggi celebri grazie alla volonta’ di alcuni appassionati che hanno voluto raccontarli e, in questo modo, consentire ad altri di conoscerli. Il motto è sempre quello di partenza “dai viaggiatori e per i viaggiatori”.

Trivago mette a disposizione delle strutture ricettive tanti widget e “certificati” da integrare sul sito dell’albergo. Che riscontri avete?

G. Finora abbastanza positivi e in tutta Europa: per essere nati solo qualche mese fa. Tra l’altro abbiamo messo a disposizione diverse versioni, solo qualche giorno fa, tra widget e bottone recensioni.

Ho notato che l’albergatore non li trova, non vede che sono disponibili gratuitamente nella sezione “Riconoscimenti” della propria scheda.

Questi widget consentono di mostrare la media integrata per ogni hotel e averla live sul proprio sito, quindi consentono all’albergatore di mostrare di essere molto attenti ai giudizi della propria clientela, di evitare che chi finisce nel sito dell’hotel vada poi da qualche altra parte per sapere “che si dice di loro” e, importantissimo, contengono il link diretto al box recensioni della scheda hotel su trivago che aiuta a generarle. A Trivago, nella media finale, le opinioni nostre, valgono di piu’ e consentono di entrare nelle classifiche Top Hotel.

Trivago si definisce, copio letteralmente dal sito, “Il comparatore prezzi hotel leader in Europa”. Mi sembra addirittura riduttivo definirsi un comparatore di prezzi. A me sembra che alle spalle di Trivago ci sia una frizzante comunità di utenti attivi nel proporre contenuti e nel far crescere il sito. Quando e se potremo definire Trivago “Il Social Network Turistico Leader in Europa” ?

G. Trivago è un “compara prezzi hotel”, un “travel social network”, un “portale di recensioni turistiche alberghiere”, una “community di viaggiatori internazionale”, Una “guida turistica in itinere”.

Ma, come immaginerai, rischiamo di creare confusione se ci definiamo una volta in un modo, una voltra in un altro. Preferiamo essere riconosciuti come comparatore prezzi innanzitutto, anche perchè abbiamo effettivamente tutti i prezzi di mercato per gli hotel, lavorando con 53 tra Ota, Catene alberghiere e agenzie turistiche. Come portale di recensioni turistiche alberghiere e social network vogliamo essere riconosciuti in seconda battuta solo da chi è veramente interessato a far parte del “club”.

Chiudo con le dolenti note! Recensioni, chiamiamole non limpide in alcuni casi, in altri poco spontanee. Come “reagisce” Trivago per il monitoraggio e la soluzione di questo problema?

G.Le recensioni false, come le bugie, hanno le gambe corte. Le opinioni alberghiere false esistono, ma sono, ahimè, piu’ quelle positive scritte che falsano il rank che negative. Su Trivago c’e’ un forte controllo sociale anche perchè i contenuti giornalieri, almeno quelli in Italiano, sono gestibili per numero: ogni “opinione” di un nuovo utente resta in attesa di verifica del redattore anche per una settimana. Ogni nuovo utente è seguito da una guida che lo accompagna sul sito e lo controlla nello stesso tempo. Nella verifica, per quelle in dubbio, si chiede prova di soggiorno.

A seconda della capacità di reazione dell’utente via Trivago, si valuta l’attendibilita’ di quello che scrive. In piu’ ogni recensione che va online viene immediatamente valutata per la sua completezza e attendibilita’ e fa media sul voto che quell’utente ha dato all’albergo, annullandolo di fatto. A Trivago sappiamo che sotto ogni utente che scrive un’opinione c’e’ un bollino con una valutazione collettiva che è un avvertimento per chi sceglie l’hotel e non è nemmeno una bella pubblicita’ per lo stesso albergo.

Poi ci sono i controlli speciali per segnalazioni verificate in altro modo: ieri sono saltate 4 recensioni ad esempio e l’hotel e’ finito in una lista nera. Ogni albergo ha uno storico del numero di recensioni rifiutate a Trivago.

Comunque, al di la’ di questo, mi auguro possiamo nel tempo lavorare con gli albergatori in modo piu’ proficuo: basta incentivare chi è stato nella propria struttura a recensire l’hotel su Trivago, sempre nel rispetto della liberta’ di pensiero e parola del cliente; invitare il cliente alla recensione indicando il link diretto; fornire un codice cliente e creare un’interfaccia per poter recensire su Trivago; ci sono tanti modi per garantire attendibilita’ da entrambi le parti.

Concludo, si hanno molte piu’ soddisfazioni nel ricevere una critica reale e un complimento sincero, piuttosto che decantare le meraviglie del proprio hotel solo per generare rumore e sperare di essere piu’ furbi degli altri. Atteggiamento che, come un boomerang, si ritorce contro quando arriva il cliente vero che racconta come si e’ trovato. Le recensioni non sono un monologo col proprio ego, ma una opportunita’ reale di dialogo con il cliente e di crescita professionale.

Grazie Giulia!

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thpi_08_2009_itLe statistiche di Trivago, noto comparatore di prezzi, indicano un calo medio del 10% (rispetto all’agosto 2008) dei prezzi in Hotel ad Agosto 2009.

Tante le mete in Europa che hanno drasticamente ridotto i prezzi. Gli hotel più convenienti si trovano nel sud dell’Europa. Destinazioni prestigiose si offrono a prezzi di saldo rispetto all’anno scorso: Parigi -16% – Madrid -39% – Roma -19%.
Napoli presenta -16% con un prezzo medio in camera doppia di 84 euro, mentre, anche se in flessione, le destinazioni della costa campana tengono una media abbastanza sostenuta raffrontata alle altre destinazioni di mare italiane: Positano 216 , Capri 188, Sorrento 155 e Ischia 150 euro.
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Vacanze da Dimenticare

scritto da Antonello Maresca
giovedì, 23 luglio, 2009

Inconvenienti in Vacanza, le esperienze peggiori vissute durante il periodo di soggiorno in hotel, sono state oggetto di un sondaggio effettuato da Trivago.it.

In cima alla classifica troviamo la presenza di insetti in camera con un 15%. Seguono il mancato gradimento sull’arredamento della camera, in particolare dei bagni con sanitari vecchi e , l’accoglienza fredda ed antipatica dello staff.

Nel grafico sopra sono elencate tutte le voci delle criticità evidenziate dal sondaggio.

Il confronto con gli altri paesei europei, dove Trivago ha svolto l’analogo sondaggio, evidenzia un grado di intolleranza maggiore da parte dei turisti italiani.

Il 20% (contro il 16% di quelli italiani) di turisti francesi ed olandesi afferma di non avere mai avuto esperienze negative durante i loro soggiorni di vacanza.

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