Archive for the ‘Reputazione On Line’ Category
THPI di Trivago
Ogni mese, come del resto gran parte degli operativi turistici, ricevo un interessante documento da parte di Trivago relativo all’indice dei prezzi medi praticati dagli alberghi nelle principali destinazioni europee.
Trivago Hotel Price Index [THPI] appunto.
Un dato alimentato da un indice rappresenta, logicamente una media di tendenza, un indicatore delle dinamiche dei prezzi per una determinata destinazione. Un interressante benchmark per valutare le tendende dei prezzi nelle principali città italiane ed europee.
Come si concretizza il prezzo medio mensile evidenziato nell’indice THPI?
Come ben noto Trivago è uno dei maggiori comparatori di prezzo a livello europeo e per fornire al meglio il proprio servizio aggrega i prezzi delle maggiori olta [tranne Expedia] in riferimento agli alberghi presenti nelle maggiori destinazioni.
Ogni giono gli utenti trivago interrogano questa base dati alla ricerca di soluzioni per le proprie vacanze e su quella massa critica di ricerche vengono raccolti i dati che entrano nell’indice. Il prezzo medio viene ricavato sulla base indistinta degli alberghi della località, quindi aggregando tutte le categorie di alberghi presenti senza distinzione per stelle, e sulla base di una sistemazione in camera doppia.
Un dato questo che risulta abbastanza fedele per destinazioni leisure mentre per destinazioni con elevati segmenti business [il riferimento, in quel caso, è più fedele sulla base dell'offerta di una camera singola] è meno affidabile in termini di prezzo medio.
Perchè parli del THPI, ti starai chiedendo [e se non te lo sei chiesto, pazienza visto che sei arrivato fino a questo punto del post
]?
Perchè un dato ricavato da un indice generato con quelle logiche non dovrebbe costituire una base per costruire ipotesi e argomentazioni di carattere sociale, commerciale, politico e … con intenti faziosi.
Dico questo perchè parlando con Giulia Eremita, responsabile per l’Italia di Trivago, mi diceva che in Germania il THPI era stato tirato in ballo per querelle politiche in occasione della riduzione dell’iva al 10% sul servizio di ospitalità.
Analogamente, ieri pomeriggio, ho avuto un bello e sano confronto con due albergatori milanesi che stimo molto, su alcuni articoli di stampa che utilizzano questi dati per “attaccare” la categoria.
Non credo sia corretto l’utilizzo di tali dati di tendenza per la costruzione di teorie del tipo “gli albergatori si lamentano ma i prezzi sono più cari nonostante la crisi”.
Stessa Camera, Prezzo Diverso?
Questo lo slogan di Trivago. L’esortazione alla dis-parity nell’interesse del turista. La filosofia dello slogan fu chiaramente spiegata da Giulia Eremita in una intervista a Robi Veltroni.
Quel prezzo diverso è la risultanza di una serie di fattori incrociati che determinano particolari condizioni di vendita, di servizio, di politiche di prenotazione e di cancellazione.
Ok, mi sta bene, anzi no, meglio ancora, non è questo il problema!
Ho un difetto, per capire alcune cose che mi sfuggono devo sperimentare e, putroppo, metterci faccia e…tasca.
Quale insidia cela quello slogan tentatore?
Cercherò di spiegarli con un caso concreto da me vissuto.
Nei giorni scorsi avevo bisogno di una camera per due notti a Milano e, memore dello slogan “Trivaghiano” da li sono partito.
Ho trovato una struttura “disparata” con un prezzo molto interessante fornito dall’operatore LogiTravel.it [qualche chiacchiera sul conto di quest'operatore]. La struttura in questione è l’Hotel Windors di Milano.
In ossequio alle considerazioni di Giulia mi accerto che la camera e l’offerta non siano limitate nel servizio, nelle condizioni e nelle garanzie.
Ok, tutto chiaro…beh insomma
Ho prenotato una camera doppia per 2 notti presso l’Hotel Windsor di Milano!
Il giorno dell’arrivo a Milano mi reco presso questa specie di “caserma” della ricettività [non riesco proprio a chiamarlo un albergo] e mi viene assegnata la mia bella…stessa camera dal prezzo diverso! Evviva, sto concretizzando uno dei miei pochi affari della vita.
L’affare più breve della storia, varco la soglia della camera e mi ritrovo in un…bagno turco. Temperatura esterna 36 gradi, più o meno la stessa in camera!
Faccio presente all’addetto al ricevimento un problema che palesemente conoscevano pur negandolo che, dopo aver tentato di farmene fare una ragione, mi cambia la camera. Nuova camera stesso problema. Un ventilatore sotto le mentite spoglie di un condizionatore invece di raffreddare l’ambiente spostava aria calda. Notte insonne, mattinata di rimostranze, con il direttore, chiuse con la promessa che nel pomeriggio avrei trovato 22 gradi nella mia bella camera dal prezzo diverso. Non vi dico al mio rientro…vado via da quella struttura pur avendo già prepagato il soggiorno.
Potrei dirvi che ho cercato di chiamare quei mattacchioni di Logi Travel che millantano un’assistenza 24 ore su 24 su numero italiano. Dopo 25 minuti riesco a parlare con una operatrice che parlava in dialetto spagnolo, insomma un dialogo tra sordi che si esaurisce con una suo “garbato” rifiuto alla conversazione.
Morale della favola? Non credete allo slogan “stessa camera prezzo diverso” !
La verità è che ci sono operatori disinvolti [scommettiamo che li sentiremo presto a "Mi manda Rai Tre"?...Todomondo e Soci docet] che scavano nel pattume dell’ospitalità con la piena e tacita complicità di albergatori che del cliente frega meno del nulla.
Ecco in quel pattume, spesso, troverete le camere che hanno un prezzo diverso!
Buone Vacanze al prezzo giusto nella camera giusta
Rapporto tra Hotels e Agenzie on Line
Ecco il mio piccolo contributo al Convegno organizzato dallo Skal Umbria il 12 Maggio ad Assisi.
Ritorno al Futuro

Newton, USA Luglio 2014
Continua la caduta libera di Tripadvisor. Il portale di recensioni non riesce più ad arginare la reputazione negativa che lo travolge (chi di reputazione ferisce di reputazione perisce…).
Nel corso di questi ultimi 3 anni, sono stati disattesi i tanti inviti a modificare il modello di business in favore della nascita di una reale e genuina comunità di viaggiatori.
“L’ingordigia” miope del management di Tripadvisor ha sempre preferito l’uovo oggi piuttosto che la gallina domani. Il problema è che si sono mangiati anche la gallina!
Le ricerche di PhocusWright, già a partire dall’inizio del 2010, mostravano una chiara tendenza dell’utenza ad avere maggiore fiducia nelle recensioni pubblicate sulle OLTA piuttosto che su TripAdvisor.
Campanelli di allarme che Tripadvisor ha, nel tempo, ignorato nell’interesse del suo “editore” di riferimento: Expedia.
La trasparenza era un lusso che il colosso americano non si poteva permettere. Non poteva permettersi di perdere il controllo editoriale e del flusso delle discussioni.
Un gioco al massacro, senza regole, che vedeva in posizione di sudditanza le strutture ricettive. Il profitto dell’intermediario, soprattutto!
L’onda “sociale” di questi ultimi anni [le persone, ormai, si fidano moltissimo dei consigli delle proprie reti sociali], e la costante perdita di visibilità ha condotto Tripadvisor sull’orlo di una crisi di…nervi.
E’ di oggi la notizia che Expedia attuerà, nei prossimi mesi, costanti e pianificate attività di disimpegno dal progetto Tripadvisor.
Chi l’avrebbe detto, ad esempio, il 23 aprile 2010 che nel Luglio 2014 si sarebbe arrivati a questo punto!
Reputazione Variabile

E’ fuor di dubbio. La reputazione on line di una struttura alberghiera impatta in maniera determinante sulle performance di vendita.
Commenti, recensioni, valutazioni, graduatorie, punteggi e classifiche varie, rappresentano la gioia e, spesso, il dolore per gli albergatori.
Ma può un elemento, soggetto a decine di variabili non quantificabili oggettivamente, avere un impatto così determinante sulle fortune on line di un albergo?
Non la domanda, ma è la risposta a divenire retorica: SI! Purtroppo o per fortuna sarebbe, a questo punto, la domanda successiva…a voi la risposta.
Volevo soffermarmi sulla variabilità della reputazione in funzione di un aspetto: il prezzo.
Se fate caso alle valutazioni presenti sui maggiori portali intermediari vi accorgerete che, nella fascia medio-alta, la reputazione accusa una decisa criticità in riferimento al rapporto qualità-prezzo.
Ovvio, se un albergo a 5 stelle vende una camera a 90 euro nel centro di Milano sarà suscettibile ad una valutazione positiva in riferimento alle minori aspettative dell’ospite rispetto al prezzo pagato.
Non è il livello del servizio o lo standard di ospitalità della struttura ad essere premiato ma il…prezzo.
Così come, al contrario, lo stesso albergo può essere penalizzato da una recensione negativa per aver deluso una grossa aspettativa condizionata da un alto prezzo pagato [o meglio dalla percezione di un alto prezzo pagato].
Questa, purtroppo, la cultura che sta imponendosi. Una grossa mano a questo tipo di comunicazione e di condizionamento la stanno dando i principali intermediari on line il cui unico scopo è vendere, non differenziare l’offerta in relazione all’unicità proposta.
Tutto è negoziabile, tutto è acquistabile ad un prezzo inferiore. Se poi a rimetterci è la reputazione di un albergo, poca cosa.
Avanti il prossimo!















