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Archive for the ‘Penalizzazioni di Google’ Category

Che bello ho il Sito Nuovo!

scritto da Antonello Maresca
giovedì, 18 febbraio, 2010

disperazione
Complimenti e in bocca al lupo per il sito nuovo del tuo albergo. Sei pronto a passare attimi che non temono il confronto con le sensazioni trasmesse da “Paranormal Activity” ?

Bene cambia sito e fallo con le persone sbagliate!

Cercherò di affrontare il tema con un linguaggio comprensibile a tutti, almeno ci provo.

Il tuo caro vecchio sito, nel corso degli anni, ha maturato un certo consenso da parte dei motori di ricerca. Come? [Parlo di Google ma mi riferisco a tutti i motori di ricerca in generale] Google ha indicizzato le pagine del tuo sito attribuendo ad esse una valutazione ed un posizionamento in riferimento a determinate ricerche. Il tuo vecchio sito porta con se un patrimonio numerico e qualitativo di pagine presenti in Google.

Quando cambi sito, molto probabilmente, quelle pagine non saranno più raggiungibili dal nuovo sito perché l’indirizzo delle pagine nuove risulta modificato rispetto alle precedenti [hai cambiato indirizzo di casa e le raccomandate vengono rispedite al mittente].

Cosa succede? Che appena il tuo nuovo sito sarà on line risulterà, per lo più, non raggiungibile cliccando sui risultati presenti in Google perché le vecchie pagine indicizzate sono collegate a pagine non più presenti sul nuovo sito. Beh dirai poco male con il tempo Google le cancellerà e le sostituirà con quelle nuove…mmh !!!

Il problema non è solo quello, e se fosse solo quello comunque comporterebbe una notevole perdita di traffico da parte degli utenti e di “rispetto” da parte di Google.

La controindicazione maggiore è che il patrimonio qualitativo delle pagine vecchie non viene trasferito alle nuove pagine corrispondenti.

La tua vecchia pagina “Camere” , per esempio, perde traffico immediato dalle ricerche effettuate su Google e perde peso specifico per il motore perché non cede in eredità, alla nuova pagina, il patrimonio di referenze ed autorevolezza [pensate, inoltre, che le pagine del vostro vecchio sito hanno collegamenti su siti esterni al vostro…ebbene tutti quei link andranno persi, irrimediabilmente! e, probabilmente andrà perso anche il posizionamento].

Non approfondisco sulla considerazione e sul pregiudizio che Google avrà di un sito che ha decine di pagine non raggiungibili :-(

Bene dirai, mi hai preoccupato abbastanza ma cosa fare?

Non volevo farlo, perdonami. Non volevo parlarti di HTTP Status Code! Te li spiego con “leggerezza”.

Quando un utente, come del resto Google, cerca una tua pagina bussa alla porta del server [il computer] sui cui è ospitato il tuo sito.

Toc Toc, posso entrare? La pagina lo riconosce e gli comunica delle cose attraverso questi codici relativi allo stato http della pagina.

Può dargli decine di risposte più o meno rassicuranti ma nel caso specifico di nuovo sito dovrebbe rispondergli:

http 200: benvenuto, che piacere vederti. Entra entra fai come se fossi a casa tua.

http 302: bigliettino sulla porta, scusami per il momento sono fuori sede, se hai bisogno di me sono da mia sorella a Latina [con relativo recapito]. Torna pure a ritrovarmi a questo indirizzo che presto sarò qui.

http 301: ciao non voglio farti perdere tempo a rintracciarmi. Ho cambiato indirizzo. Il mio nuovo indirizzo definitivo è quest’altro. Non considerare più, per favore, quello vecchio e tieni buono solo quello nuovo [questo è il caso di cui abbiamo parlato e che dovrebbe essere utilizzato per una corretta migrazione tra il vecchio ed il nuovo sito].

http 404: mmh chi e cosa stai cercando? Mi dispiace ma non so dirti dove si trova quello che stai cercando [questo è quello che succede nel caso di una cattiva gestione della migrazione].

Ho semplificato all’estremo le descrizioni dei vari http status ma lo scopo di questo post è quello di stimolare la tua attenzione su un particolare che troppe volte fa la differenza…in negativo, però!!!

Buona migrazione sul tuo nuovo sito :-)

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Google: novella Santa Inquisizione

scritto da Antonello Maresca
martedì, 25 agosto, 2009

inquisizioneVorrei parlarvi, oggi, di penalizzazioni da parte di Google. Non sono un esperto di penalizzazioni sui motori di ricerca e non affronterò il tema dal punto di vista tecnico.

Volevo condividere alcune considerazioni in riferimento ad un caso che mi è accaduto.
Alla fine dell’anno scorso ho avviato un magazine turistico a supporto della promozione e della visibilità di un hotel di Sorrento. Il magazine ha da subito evidenziato delle difficoltà di “digeribilità” da parte di Google…la differenza l’ha fatta la mia disattenzione (ognuno si prenda le proprie colpe).
Pensando di aver fatto tutto nella massima buona fede e senza alcuna intenzione di violare regole o linee guida di Google…mi sono distratto (putroppo ho imparato che il segreto nella vita è quello di sapere delegare…ma non le cose importanti) e non ho monitorato, personalmente, l’indicizzazione dei contenuti del portale, da parte di Google.
Un paio di mesi fa mi sono accorto che il sito, pur avendo tutte le pagine indicizzate (cioè presenti nell’indice di Google), non aveva alcuna forza e considerazione da parte del motore di ricerca. Ricerche per chiavi specifiche e di nicchia che erano presenti nei contenuti pubblicati restituivano risultati inesistenti…nulla da fare, quelli più esperti tra di voi avranno capito che facendo le ovvie e banali verifiche, Google non presentava il sito tra i risultati delle ricerche.
Il sito era in evidente sofferenza, era penalizzato! Ok…preso atto di questa amara realtà, partono le indagini. Verifiche oggettive sia sull’aspetto tecnico che strutturale hanno evidenziato “stupide” lacune ma non tali da generare una evidente causa di penalizzazione (almeno credevo).
Tutte le informazioni che arrivavano dal Google WebMasters Center non lasciavano intendere che ci fossero dei problemi. La sitemap veniva letta ed “accettata” senza problemi, il file robots faceva il suo dovere cercando di far risparmiare tempo e fatica al motore, le pagine venivano lette dallo spider regolarmente e con continuità.
L’indagine continua. Si verificano eventuali lacune tecniche legate al cms di gestione dei contenuti, all’hosting (attenzione ai particolari anche questo non è da sottovalutare), alla struttura del sito, al linking interno ed esterno (corretta gestione sia dei collegamenti all’interno del sito che di quelli che andavano all’esterno e che venivano ricevuti dall’esterno).
Si sono verificati i contenuti nel dettaglio, i metatag, appurandone, come logica voleva (i contenuti li abbiamo fatti tutti noi), l’originalità, la pertinenza, la contestualizzazione, la tematicità etc. etc.
Come ultima chance si ci è rivolti a Google chiedendo una riconsiderazione del sito per verificare se lo stesso fosse idoneo a ricevere la giusta e tanta agognata attenzione da parte del “monopolista” delle ricerche.
Sono passati un paio di mesi e la situazione non si è mossa. Il sito e il relativo investimento (diverse migliaia di euro) buttati in fumo :-(
La causa della penalizzazione rimaneva e rimane oscura! Essa, probabilmente di natura “umana”, (possono esserci penalizzazioni e “ban” di natura algoritmica oppure di natura umana, decisa in base a considerazioni fatte dall’analisi “umana” del sito) permaneva in presenza di un sito “sterilizzato” da qualsiasi peccato, tanto meno…originale!
Se vi dilettate a scorrere i risultati per chiavi di ricerca, anche abbastanza competitive, troverete ancora (nonostante miglioramenti rispetto ad alcuni anni fa) la sagra del furbo e dello smanettone che impera. Robaccia di vecchia generazione che fa bella mostra di se nelle prime posizioni del motore di ricerca.
Sinceramente non mi interessa la mancata considerazione da parte di Google ma il rispetto lo…pretendo! Non è possibile dall’alto, decidere che un sito debba andare al rogo senza un processo men che meno sommario. Ogni epoca ha i suoi stupidi e nefasti carnefici e, senza scomodare e mancare di rispetto per le cose serie, Google ha deciso di esserne una metaforica rappresentazione moderna.
P.s. Aggiorno il Post con questo Video di Matt Cutts che a nome di Google cerca di dare una risposta (che non mi convince).
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