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Archive for the ‘SEO per Alberghi’ Category

Link Popularity: cosa non farei

scritto da Antonello Maresca
mercoledì, 7 ottobre, 2009

Non riesco a recuperare da 15 giorni passati in astinenza da connessione e, ultimamente, sono sempre in ritardo sulle cose da fare.

copertina-goonlineE in ritardo leggo il numero di Internet Magazine di questo mese dove c’è una interessante intervista, a tre autorevoli esperti (Alessandro SportelliGiorgio Taverniti e Piersante Paneghel), sulla link popularity.

Non mi occupo spesso di argomenti “tecnici” e strategici legati al posizionamento ma, stimolato dai contributi dei tre amici [spero che me lo consentano :-) ] vorrei fare alcune considerazioni.

Tutti e tre riconoscono al fattore “popolarità”, ancora, massima importanza per il posizionamento organico.

Tutti concordano sulla qualità piuttosto che sulla quantità dei link entranti.

Sul come migliorare la popolarità di un sito, Piersante invita a fare attenzione alle matrici di link e alla compravendita degli stessi che, ormai, viene rapidamente “sgamata” dai motori di ricerca.

Alessandro indica nella qualità dei contenuti e nella loro capacità di generare interesse una chance per ottenere link e attenzione.

Giorgio, oltre alle considerazioni proposte dagli altri due, evidenzia, come valore aggiunto, la varietà delle fonti, compresi quelli provenienti dai Social Network.

Questa discussione mi ha portato a riflettere su come incrementare l’indice di popolarità di un sito alberghiero.

Rispetto ai siti di altri settori, quello alberghiero, soffre di alcune difficoltà oggettive. E’ difficile che si riesca a generare attenzione spontanea che produca link in entrata.

Piuttosto sul cosa fare, mi focalizzerei su cosa non fare!

Nello schema consolidato di costruzione di un efficace linking entrante, due, tra le altre, sono le attività usate ed…abusate: l’inserimento nelle directory tematiche e l’attività di article marketing.

Quali sono gli errori che non commetterei. Per primo eviterei di usare una sorta di matrice di siti tramandata in rete da….generazioni, quindi utilizzata da tutti, anche dai nostri concorrenti. Se tutti riceviamo link dagli stessi siti che linkano tutti, il risultato diventa effimero. Se vogliamo costruire una buona popolarità basata sulla presenza in altri siti diventa fondamentale la ricerca delle fonti e delle risorse.

Il web propone siti di qualità, tematizzati per area geografica e per ambito di attività, l’importante è cercarli! Questa attività ci consentirà di poter selezionare sia la qualità che l’esclusività dei link ricevuti. Costa fatica, ma garantisce risultati più efficaci.

L’altro canale “abusato” è quello dell’article marketing. In questo siamo italiani e, fedeli allo stereotipo dell’italiano furbo, più furbo degli altri, abbiamo pensato che “Melius abusare :-) quam deficere”!

Una montagna di “munnezza” digitale invade la rete per colpa di quanti ritengono che creare una bella matrice di blog, siti ed affini con url del tipo: offertespeciali.paesemio.it, lastminute.hoteldicasamia.com,earlybooking.chipiùnehapiùnemetta.net etc. etc. consenta ai propri siti la scalata virtuosa ai motori di ricerca.

Improbabili post, articoli forzati all’eccesso, pretesti di ogni genere per linkare e linkarsi ha prodotto una vera aberrazione che nel tempo, ahimè, ha generato anche qualche risultato.

Tutti gli strumenti e i canali possono e devono essere utilizzati con intelligenza e parsimonia. Quindi una corretta attività di article marketing, ben fatta e giustificata da contenuti realmente interessanti per l’utenza, è sicuramente auspicabile.

Chiudo con una mia considerazione che ho già fatto in passato. Sono convinto che all’”indice di popolarità” si dovrà affiancare il concetto di “socialità” di un sito.

La presenza intelligente e progettuale all’interno dei social network, oltre alle ricadute positive dirette, influenzerà anche il posizionamento sui motori di ricerca.

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Google mica ti capisco!

scritto da Antonello Maresca
sabato, 5 settembre, 2009
Facendo una ricerca su Google per la frase “alberghi a sorrento”, il motore di ricerca mi ha restituito, nella prima pagina dei risultati, anche un contributo prelevato dai risultati di Google Video.risultati-serp-google
Nulla di strano, nulla di nuovo. Da tanto tempo Google integra le liste dei risultati di ricerca con contributi “universali” prelevati anche da fonti non testuali.
La cosa strana è stata la verifica! Se quel box è il risultato prodotto dall’analoga ricerca su Google Video mi devo ritrovare un “monopolio” di Itwg anche se faccio la ricerca direttamente nella sezione dei Video di Google.ricerca-google-video

Con una certa sorpresa ho rilevato che la massiccia presenza dei “presunti” video di Itwg…non c’era. Ma cosa fa Google? Che interesse ha nel proporre risultati non coerenti nelle proprie serp? Sinceramente mi sono fatto le domande ma faccio fatica a darmi le risposte :-(
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SEO – SMO – SMM

scritto da Antonello Maresca
giovedì, 30 aprile, 2009

Ieri un albergatore mi diceva:”Ma come adesso che ho capito il senso e l’utilità del SEO voi (voi:-(…) mi cambiate le carte in tavola con sta storia dei social network, del social media optimization, del social media marketing“.

Precisiamo che le attività SEO e SMO sono, e saranno anche in futuro sinergiche! Per un’attivita turistico-ricettiva, quindi, è auspicabile una presenza adeguata in entrambi i settori.

Cerchiamo di capire bene le differenze su come vengono proposti i contenuti a seguito di una ricerca su un motore di ricerca e su come vengono fruiti i contenuti attraverso i social media.

Un motore di ricerca restituisce dei contenuti a fronte di una ricerca specifica dell’utente. Le risposte ottenute, e i conseguenti contenuti, sono decontestualizzati da un ambito di riferimento. Il motore soddisfa una richiesta, ma non è in grado di calare le risposte in un contesto organico. Si sono fatti grossi passi avanti ma l’interpretazione semantica è ancora abbastanza inefficace.

Come vengono, invece, fruiti i contenuti proposti sui social network? Lo scopo di chi pubblica contenuti sui social network è quello di condividerli, offrirli al contributo degli altri e calarli in un contesto tematico che selezioni l’utente per l’ambito di interesse. I contenuti sono rivolti all’utente in una logica di contestualizzazione e di condivisione. Questa cosa non la potrà mai fare un motore di ricerca nonostante i tentativi di dare un senso organico ai risultati delle ricerche. Ciò che verrà proposta sarà una scelta “arbitraria” effettuata da un algoritmico!

Se capiamo bene queste differenze, intuiremo la necessità di dover essere presenti sia sui motori di ricerca (soprattutto per beneficiare della long tail…la visibilità in relazione all’espansione delle chiavi di ricerca per cui veniamo trovati) che sui maggiori social network.

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EsSeo o non EsSeo questo è il problema.

scritto da Antonello Maresca
venerdì, 13 febbraio, 2009

Prima di incorrere in qualsiasi equivoco di sorta, premetto che le attività di ottimizzazione sono e rimarranno, nel medio periodo, requisito importantissimo per il successo di un progetto web.

Fatta la premessa, mi chiedo, da un paio di anni a questa parte, quanto possano contare le attività SEO, e il conseguente posizionamento organico per keys di interesse generale, nel settore alberghiero.

Continuo a sentire richieste di posizionamento “puro” e, continuo a vedere preventivi e proposte di posizionamento garantito (????) nei primi posti dei motori di ricerca. Gli annunci Adwords e le caselle di posta pullulano di promesse. proposte, offerte di indicizzazione garantita.

Mi chiedo se gli operatori e questi fornitori abbiano consapevolezza della dinamicità del web e del suo irreversibile percorso verso la condivisione spinta ed “allargata”. Il fronte di accessi al sito di un albergo si è allargato e non sempre transita, in esclusiva, da un motore di ricerca tradizionale.

Le possibilità di scelta di un albergo sono diventate “troppe” (non le cito perchè ne ho parlato fin troppo nei post precedenti) per potersi permettere investimenti rilevanti in pratiche miracolose e costose di posizionamento. L’attività SEO dovrebbe essere un elemento “strutturale” al progetto web al fine di ottenere una espansione delle chiavi (spesso di nicchia) che favoriscano l’accesso al sito.

SEO si, senz’altro, ma d’ora in avanti farei i conti anche con l’attività di SMO (Social Media Optimization).

P.s. Questo postpost prandium” (si intuisce dalla ripetitività dei concetti ) nasce dall’ intolleranza verso un certo tipo di sollecitazioni quotidiane del tipo…quanto mi costa essere primo per Hotel Firenze… e mi fermo qui per abbassamento repentino della palpebra…lo sapevo che 200gr. di amatriciana erano troppi!

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