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Archive for the ‘Progetto Web’ Category

Anatomia di un Sito Web Perfetto

sabato, 10 dicembre, 2011

clicca sull'immagine per vedere l'intera infografica

fonte: http://www.roimedia.co.za/the-anatomy-of-a-perfect-website/

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Pisa Blog Tour

lunedì, 30 maggio, 2011

pisa-blog-tourUn paio di mesi fa sono stato in Versilia per un incontro formativo con un gruppo di giovani ed illuminati albergatori. Due belle e ricche giornate di confronto che mi hanno portato ad approfondire la conoscenza, in particolare, di Andrea Romanelli e Nicola Zoppi.

Due albergatori attenti e pronti a recepire le dinamiche di un web che sta cambiando nell’ottica sociale e partecipativa.

Tra chiacchiere e mangiate Andrea Romanelli mi accennava che voleva organizzare qualche evento per la sua città : Pisa [4 lettere] .

“Quattro lettere, ecco la matrice da cavalcare”, gli dissi. In fondo il tuo albergo di chiama La Pace [e riecco il 4] e sul quel 4 puoi pensare ad un progetto.

Detto fatto e il vulcanico Andrea coinvolge in un batter d’occhio gli amici di Officina Turistica, di Kuddle Network, Francesca Turchi, Ivo Riccio e tanti blogger giovani ed entusiasti, oltre al supporto e la partecipazione di Zoover e Trivago.

Tutti a Pisa per la festa del Patrono e la famosa Luminara del 16 Giugno.

Quel progetto diventa: Pisa Blog Tour – Pisa … oltre la Torre con buona pace e soddisfazione del 4 [Pisa Blog e Tour]!

Un format innovativo che ha visto negli ultimi tempi, anche se con modalità ed approcci diversi, esempi elbani [Festa dell'Uva 2011 di Capoliveri] e umbri [con il premiato Umbria on the Blog organizzato da Alessio Carciofi].

Un evento, una manifestazione, una destinazione data in pasto a blogger [non necessariamente del settore turistico] che, immersi nel contesto, lo” saccheggiano” rubando momenti, emozioni, particolari che verranno riversati dalle loro pagine e risorse sul web.

Un bel modo per raccontare momenti che, probabilmente, sarebbero stati mortificati da una comunicazione sterile ed istituzionale.

Questo, in sintesi, l’idea del blog tour a cui hanno pensato gli amici toscani. Ma non finisce qui perché al Romanelli piace abbondare … all’evento ha pensato di abbinare una giornata formativa, per i suoi colleghi albergatori, affidata a me [e qui cala la qualità dell'evento … :) ], Arturo Salerno e Giovanni Cerminara.

Una giornata formativa che intende trasferire una conoscenza operativa e contestualizzata. Poche chiacchiere e tanti fatti … insomma!

Beh non resta che aspettare il 16 in attesa che la “luminara” regali parte della sua luce a questo interessante evento.

Date un’occhiata al programma

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Dalla Linkcrazia alla Likecrazia

lunedì, 2 maggio, 2011

il_grande_dittatore
Negli ultimi 10 anni il concetto di visibilità di un progetto web si è modificato radicalmente. Ricordo che all’inizio della mia avventura sulla rete il termine visibilità era sovrapponibile a quello di posizionamento
.

Le attività SEO [attività di ottimizzazione per un efficace posizionamento sui motori di ricerca] erano fondamentali per garantire il successo ad un sito web. La popolarità di un sito era legata alla quantità e, soprattutto, alla qualità dei link che si ricevevano.

Si era determinata quella che definisco una visibilità algoritmica. Tra il 1997 e il 2001 diversi competitori si contendevano il primato nel’ offerta di visibilità e le chance per i siti web, seppur limitate, erano distribuite da e su più fonti. Non affronto il discorso della qualità dei risultati espressi da motori di ricerca di quel tempo che erano regolati da algoritmi poco complessi ed abbastanza stupidi. Ma tant’è ed è questa la storia.

L’avvento di Google ha prodotto un crescendo di qualità dei risultati di ricerca ma ha ridotto all’osso il peso degli altri competitori. La fame di link diventa estrema e questo eccesso bulimico alla ricerca del link a tutti i costi ha prodotto aberrazioni e storture di vario genere.

Link, link ed ancora link questo era il “karma” dei vari posizionatori [etici o non etici che si voglia]. Nasce la Linkcrazia ! Il potere dei link non aveva limiti. I motori, e Google in primis, si vedevano costretti ad affinare i loro algoritmi alla ricerca della qualità delle fonti linkanti.

Questo modello non poteva reggere. La visibilità così diffusa era compressa da regole proposte dall’alto e condizionata dall’esigenze dei motori di produrre risultati affidabili, filtrati e reputazionati da fonti attendibili.

Con la nascita dell’advertising a pagamento [il pay x clic tanto per intenderci] un piccolo spiraglio veniva aperto anche a quanti non riuscivano “organicamente” a raggiungere una soglia minima di visibilità. Con l’aumentare della concorrenza anche in questo settore i margini venivano nuovamente ridotti.

Insomma la linkcrazia da un lato ed il danaro [opzione sempre valida dalla notte dei tempi] monopolizzavano l’attenzione degli spazi di visibilità.

Il “mostro” [Google] era diventato egemone e tutti i tentativi di batterlo sul suo terreno andavano incontro al disastro.

Quando non puoi battere il nemico sul suo terreno devi modificare lo scenario. Il nuovo scenario affonda le radici in una prerogativa nativa nell’essere umano. La voglia e la capacità di socializzare. Nascono piattaforme di condivisione e di relazione che creano i presupposti alla crescita dell’ambiente ideale per il social networking.

Lo scenario cambia rapidamente. Facebook guida la rivolta sociale della rete. I vari competitori di Google capiscono che quella è l’unica strada per sottrarre forza e spazio commerciale al gigante californiano. Imponenti investimenti e l’attenzione dei media tradizionali e non regalano agli utenti della rete quello che stavano aspettando da quando hanno accesso un pc per andare in rete.

Facile prevedere un rapido successo ed una generosa attenzione verso l’utilizzo di sistemi che facilitano la condivisione e le relazioni tra le persone.

Queste nuove dinamiche producono una benefica contaminazione del concetto di visibilità legandola ad una logica social-centrica a scapito della precendente visione algoritmico-centrica.

I link diventa meno importante ed il like ne diventa il naturale e degno sostituto. Le persone diventano dei canali referenzianti modificando i presupposti dei più importanti driver di visibilità. Anche i motori di ricerca si modificano e diventano dei veri sistemi di risposta. Il posizionamento diventa relativo, personalizzato ed il flusso di visibilità si espande e tende ad essere maggiormente democratico,  oserei dire “likecratico”.

Ci vorrà tempo prima che il sistema si perfezioni e si autoregoli. In fondo anche i motori di ricerca erano stupidi e confusi nei primi anni della loro vita. Tempo al tempo e tutto quello che oggi, soprattutto i profani, vedono come una grande confusione, un uragano da cui si sentono presi senza essere in grado di capire, diventerà un sistema sostenibile e maggiormente democratico rispetto al monopolio dei sistemi di visibilità di inizio secolo.

La linkcrazia ha il tempo contato, la likecrazia sta lottando per avere il suo meritato spazio!

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Ordinaria Amministrazione

lunedì, 31 gennaio, 2011

harry-potter
Credo che nel flusso vorticoso delle cose da fare si sia persa l’importanza di fare bene le cose “ordinarie”.

Capita, quando prendo un nuovo lavoro, di constatare i disastri causati dalla sottovalutazione di aspetti di base che trascurati fanno la differenza in negativo, ovviamente!

Più si è messi male è più si vuole trovare una soluzione rapida, miracolosa, magica.

Basterebbe partire dai fondamentali, mettere ordine nel caos delle tante mani che hanno “abusato” di quel progetto web per riportarlo ad uno stato di salute necessario ad una sana progettualità.

OK spara! Hai contestualizzato, ora dicci qualcosa di più.

Allora vi racconto una storia con la nostalgia dei tempi in cui mi addormentavo con un bel…

…C’era una volta un prestigioso operatore turistico di una macroarea a fortissimo interesse “vacanziero”. Al gentile e disponibile operatore, ovviamente profano ed alla ricerca di una soluzione, viene proposta una soluzione furba, definitiva.

Insomma la soluzione!

Gli viene detto che per ottenere il posizionamento tanto agognato deve registrare una moltitudine di domini che lo rappresenteranno in base a due criteri: la discriminante dell’estenzione del dominio in ragione del mercato geografico di riferimento [.it per l'italia, .de per la germania etc.] e la presenza delle parole chiave in lingua all’interno dei vari domini [allora tanto per essere chiari...www.nomezienda.it per il mercato italiano, www.parolachiavetradottaintedesco.de per il mercato tedesco etc. etc. Ma la cosa non è così lineare, pensate a quanto detto ed incasinatelo del doppio!]

Cosa determina una siffatta strategia [per di più gestita male]?

Confusione, perdità d’identità web, complessità di gestione, frazionamento della visibilità, diluizione della popolarità e dell’autorevolezza di ogni singolo dominio, moltiplicazione delle strategie di promozione…un casino!

Se a questo aggiungiamo che la “volpitudine” consulenziale ha portato ad ospitare sullo stesso server e sullo stesso IP le centinaia di localizzazioni geografiche, quel casino di cui parlavo è totalmente compiuto.

Su questo tragico scenario [che ovviamente non ha portato frutti] s’innestano una catena di errori causati da questo approccio. Quando parti con il piede e la convizione sbagliata tutte le strade portano…al disastro!

Qual’è l’aspettativa del cliente il giorno dopo che tu hai preso il lavoro.

Beh vi invito a fare le vostre considerazioni, ve lo lascio immaginare.

Quale la mia soluzione? Ritorno ai fondamentali, idee chiare, far bene le piccole cose, rimettere in ordine e salute la presenza web nel suo complesso, dotarsi di una progettualità, comprare pazienza, avere fiducia…e non trascurare mai più l’ordinaria amministrazione!

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Blog o non Blog, questo il problema?

mercoledì, 24 novembre, 2010

blog-non-blogDa qualche mese penso ai motivi che mi spingono a tenere aperto un blog personal/aziendale. Penso che ci ripenso ma non trovo il tempo per fare un punto della situazione.

Ieri mi ha contattato Arturo Salerno chiedendomi un confronto sull’argomento. Ho dovuto, grazie ad Arturo, ripensarci!

Per chi scrivo, chi mi legge e perchè…e anche,[vogliamo essere crudi e pratici] a cosa mi serve?

Tutte le risposte mi portano alla conclusione che tenere un blog tradizionale mi sta stretto. E’ inutile che parli di Google Hotpot, forse è meglio che condivida le mie considerazioni sulla macrotematica [e macrodinamica] relativa alla GeoLocalizzazione .

E se così è un post diventa stretto, piatto, poco profondo e, francamente, inutile!

Inutile perchè l’argomento in termini didascalici è stato, è e sarà affrontato da centinaia di blogger più bravi di me nel fare quel tipo di post.

Che faccio chiudo il blog? No no, non se ne parla neppure.

Credo che sia arrivato il momento di cambiare pelle al mio B-Log facendolo diventare [piano piano perchè il tempo è poco] un Hub-Log.

Cosa significa? Me lo ha chiesto anche l’amico Arturo Salerno.

Come al solito mi rinchiudo in definizioni autistiche che hanno un significato solo per me, e non sempre :(

Per cercare di spiegare parto dalle definizioni.

Un hub è un concentratore di risorse e, allo stesso, tempo un distributore delle stesse. Non parlo di un mero aggregatore passivo ed automatico. Parlo di ciò che ogni giorno, in maniera spontanea ed inconsapevole, ormai, faccio.

Navigo la rete, condivido, segnalo, “bookmarko” etc. etc. Tutte queste attività le svolgo in maniera disaggregata perdendone la memoria storica consegnandola ad altre piattaforme.

Ecco come vedo il mio Hub-Log. Un contenitore che mi rappresenti nella totalità dei contributi che voglio condividere sulla mia rete sociale. Il mio blog mi rappresenta in parte ma la miglior o peggior [dipende dai casi] fotografia di me stesso è presente su altri raccoglitori.

Sito aperto o sito chiuso. Sito puro o contaminato. In questi anni ho letto e discusso di tante etichette e modalità di approcciare la comunicazione sul web.

In fondo questa cosa avevo cercato di spiegarla a me stesso oltre un anno fa.

Da oggi faccio, anzi, cercherò di fare un Hub-Log :)

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Cambiare per non Cambiare

venerdì, 23 luglio, 2010

Trova la Differenza :)

Trova la Differenza :)

Rilevo una tendenza ogni volta che mi trovo davanti ad un progetto di ripensamento di un sito web.

Non ho usato il termine restyling perchè quando si rifà un sito penso ci si debba anche imporre un’attività di revisione relativa all’approccio e alla filosofia della presenza web.

La tendenza è quella di cambiare per non…cambiare!

Talune cose ci infondono sicurezza, un vestito con cui ci sentiamo a nostro agio, delle atmosfere, dei luoghi, etc. e queste sensazioni ci accompagnano e condizionano, anche incosapevolmente, le scelte future.

Tendiamo a replicare le dinamiche di scelta che ci hanno portato ad avere quelle cose che ci hanno dato sicurezza, agio, conforto. Una sorta di coperta di Linus.

Così capita anche quando si ridiscute di un sito web. Parlo, come sempre, dell’albergatore tipo [quello che amo e odio allo stesso tempo], che pur avvertendo la necessità di dover cambiare sito gli dispiace abbandonare il vecchio.

Cosa succede? Tu parti con la solita pappardella che il web è cambiato e che rispetto ad alcuni anni fa il sito web non è l’unica fonte di comunizione verso l’utente ma è parte di un set di strumenti che rappresentano l’albergo.

Su questa premessa, continui, dicendo che rispetto ad una volta in cui mettevamo di tutto e di più sul sito e, per di più, sul suo livello più alto di proposta, la home page, oggi è diverso.

Togliere piuttosto che aggiungere. Sapere delegare ad altri canali parte della comunicazione.

Questa filosofia di approccio tende a presentare all’albergatore tipo [quasi uno stereotipo, non c'è latitudine o longitudine che tenga, stesso pensiero] un layout ed una logica di navigazione sensibilmente, ed ovviamente, diversa rispetto a quella che aveva ispirato il sito diversi anni prima.

Da non crederci, nel corso dei vari briefing ed incontri il nostro bello, rivoluzionario, attuale sito comincia un processo d’involuzione e di trasformazione verso il vecchio modello.

Ogni giorno che passa assomiglia sempre di più al vecchio sito, quello che volevamo abbadondare!

Ormai ci rinuncio, e dopo aver intasato il fegato di fiumi di bile, mi rassegno. Anche perchè alla corte dell’albergatore ci sono spesso dei personaggi tipici delle corti reali. Non parlo di giullari, santoni, consiglieri, parlo di quelle figure strane del tipo “so tutto mi” che fanno i webmaster [ma che roba è, non ho mai capito], del responsabile ICT, del grafico e roba varia che avallano le retroscelte del pagatore dei loro stipendi.

E allora sapete come si dice dalle mie parti: “attaccamm o ciuccio a do vo o padrone” [Mettiamo l'asino dove desidera il padrone].

Buona giornata

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