Archive for febbraio, 2010
Mobile Booking

In passato ho invitato gli albergatori a non sottovalutare le potenzialità del mobile in ambito turistico.
Le caratteristiche dei vari dispositivi mobili lasciano prevedere ampi margini di successo per le transazioni turistiche in mobilità.
Il problema è che prenotare attraverso questi dispositivi è ancora alquanto difficoltoso perchè:
- Pochi offrono siti ottimizzati per tali dispositivi e con opzioni di booking on…mobile;
- Fattore ingombro per quanti utilizzano netbook con accesso a banda larga mobile;
Ma, c’è un ma che si riferisce all’avvento dell’IPad, quello che io chiamo Iphone…one, cioè il mega Iphone!
L’IPad integra le caratteristiche di un netbook con la mobilità di un cellulare con funzionalità GPS. Questo potrebbe favorire il mobile booking anche in riferimento alle strutture facilmente geo-localizzabili.
Con un IPad è, indubbiamente, più facile e comodo prenotare un Hotel in mobilità rispetto al passato perchè non c’è l’esigenza di navigare su un sito ottimizzato per la versione mobile, basta il vostro sito tradizionale.
Fattori di Posizionamento nei Portali di Prenotazione on Line

Strano rapporto quello tra albergatori e OTA (Agenzie on Line – Portali di Prenotazioni).
Un rapporto di sopportazione e convenienza che sfocia in un matrimonio di interessi. Interesse per chi? Di chi mette a disposizione centinaia di camere o di chi gliele vende?
Se i rapporti di forza fossero più equilibrati l’interesse sarebbe reciproco, ma con le dinamiche attuali non sempre l’interesse prevalente è quello degli albergatori.
Non volevo parlare di questo, però, ma soddisfare una domanda che mi viene rivolta: quali fattori influenzano il posizionamento, anzi la visibilità, di una struttura all’interno di un portale di prenotazione on line?
Ovviamente ogni portale ha delle logiche e degli “algoritmi” propri. In termini generali, vediamo di riassumere i criteri comuni a molti di essi:
1) Un buon prezzo in relazione allo standard ed alla categoria;
2) Conversion Rate o Indice di Conversione.: una scheda struttura che ha un appeal commerciale, tariffario e di contenuti genera un buon rapporto tra numero di visite e prenotazioni che favorisce il posizionamento nel ranking del portale;
3) Cancellation Rate o Indice di Cancellazione: una struttura ha un rapporto di cancellazioni ricevute più alto rispetto ad altre. Questo costituisce un fattore pregiudicante rispetto alle strutture concorrenti con pari requisiti e caratteristiche;
4) Adesione costante ed “entusiasta” alle offerte ed iniziative proposte dal portale. Si è liberi di dire di no ma il portale si…risente!;
5) Indice di Popolarità o Reputazione: i giudizi positivi rappresentano un fattore che impattano virtuosamente sul posizionamento nelle liste degli hotel proposti;
6) Percentuali di Commissioni riconosciute: sia in fase di accordo che per iniziative sporadiche il riconoscimento di una commissione maggiore, a patto che l’albergo abbia le caratteristiche di “vendibilità”, costituisce un elemento condizionante in positivo.
Nessun fattore di quelli espressi sopra, da solo, genera un risultato positivo. E’ necessario il concorso di più fattori per rendere una struttura degna della miglior vetrina.
Corso H.I.S. cosa ne pensi?
Sto preparando un corso dedicato alla figura dell’ H.I.S. – Hotel Internet Specialist ma non voglio farlo senza aver prima sentito la tua opinione.
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WTM C-Magazine numero 10
Pay What You Want ?

Un mio cliente mi manifestava una difficoltà di gestione nella vendita di alcune camere presenti nel suo albergo. Il piccolo hotel ha 4 camere al piano interrato che, obiettivamente, offrono uno standard inferiore rispetto alla media delle sistemazioni offerte.
L’albergatore ha tentato in diversi modi di comunicare le differenze a partire dall’etichetta “economy” attribuita alle camere. Purtroppo con scarsi risultati visto che il 90% dei commenti negativi sono rilasciati dagli ospiti di quelle camere.
Non sono servite le accurate descrizioni della camera, una etichetta “economy”, un prezzo più basso rispetto alle sistemazioni standard…cosa potrebbe fare?
Perché non tentare in alcuni periodi dell’anno, non necessariamente di bassa occupazione, di testare la formula “Pay What You Want” ?
In cosa consiste? Vendere le 4 camere con una formula che consenta al cliente di stabilire il prezzo da pagare; con alcune regole però!
Quali suggerirei:
- Soggiorno minimo di 3 notti;
- Pagamento anticipato non rimborsabile;
- Prenotazione anticipata di almeno 60 giorni prima dell’arrivo;
- Impegno a lasciare una testimonianza obiettiva del suo soggiorno;
- Prezzo per notte non inferiore alle 29 euro per camera (limite per quella struttura);
L’operazione non ha finalità meramente commerciali ma tende ad attrarre un’attenzione virale nei confronti della struttura.
Quindi i risultati da perseguire non sono legati ad un ritorno economico ma sono finalizzati a:
- limitare i commenti negativi relativi alle vendite di quelle camere, anzi;
- attirare nuovi clienti;
- creare un presupposto per campagne di marketing;
- innescare l’attenzione dei social media sull’iniziativa;
- ottimizzare l’occupazione in periodi particolari;
Io ci proverei! Che dite?
P.S. Attenzione non parlo di un soggiorno NO COST come lo definisce correttamente Robi Veltroni in questo post che condivido ma di iniziative spot con delle limitazioni e delle condizioni chiare.








