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9 novembre 2009 by Contenuti per il Web, Social Network, Web Marketing, Web Marketing Turistico

Landing Page: lunga o corta?

alto-basso

Sabato scorso ho partecipato al WorkShop di Robin Good. Un evento formativo originale dal format particolare. Sicuramente, a parte la validità dei contenuti, il valore aggiunto è rappresentato dall’unicità espositiva di Robin.

Tra i tanti argomenti trattati, ci si è soffermati sull’argomento “langingpagelunga2kmdi stampoamericanotantoinvogatraimarkettarinostrani”.

La presenza di Italo Cillo e Giulio Marsala, eccelsi utilizzatori di questa tecnica, ha stimolato una discussione interessante. Che c’entra questo discorso con l’ambito turistico? Beh, ci sono segnali decisi di adesione a questa tecnica anche nel settore turistico.

Non è mia intenzione schierarmi in favore o contro alla landing page lunga, persuasiva, psicologica, commerciale e “testimonializzata”.

Vorrei fare una considerazione stimolata da alcune intuizioni di Robin.

La landing di questo tipo tende ad avere una profondità “verticale”, senza appello! In una pagina, in quella pagina ci si gioca tutto.

La comunicazione deve essere convincente, quasi “coercitiva” e deve, in un crescendo “verticale” (in tutti i sensi visto lo scroll interminabile), portare l’utente all’azione desiderata.

Vero è, come sostiene Italo Cillo, che si arriva su quelle pagine dopo un precedente e faticoso processo di fidelizzazione del cliente attraverso abbondanti e preziose risorse gratuite messe a disposizione.

Le dinamiche dell’attuale social web propongono un modello diverso, probabilmente un’alternativa.

Il Marketing Conversazionale, dove la priorità è dettata dall’ascolto, dalla partecipazione, dalla condivisione, ribalta la prospettiva.

Il concetto di profondità “verticale” può essere sostituito da quello di profondità “orizzontale”.

Orizzonte temporale in cui l’approccio al cliente si spalma nel tempo, nel consolidamento di un rapporto di fiducia che favorisca la vendita di un prodotto o di un servizio.

Sono curioso di vedere quale approccio sarà premiato nel prossimo futuro :-)

8 Comments

8 Comments for this post

  • In effetti, caro Antonello, credo che sarà un dilemma che porterà via ancora tanto inchiostro digitale ;-D)
    Non credo che lunga, corta o spalmata nel tempo (praticamente fase di lancio) faccia molta differenza se si propone materiale di qualità, soprattutto quando si fornisce la garanzia che se il prodotto non piace, il denaro speso viene completamente rimbosato. Conosco casi in cui è successo e nessuno se l’è presa a male!!
    Tra l’altro nella fase lancio si eseguono le stesse, identiche strategia della lettera verticale. Si toccano gli stessi punti. La differenza è soltanto nel tempo.
    Spero di avere altre occasioni per dialogare anche di questo…
    Anna Rita

    Anna Rita Del Sordo8 anni ago REPLY
    • Ciao Annarita,

      come ribadito nella risposta al commento di Nelli, il mio post non voleva entrare nel merito di quale landing si dovesse utilizzare e come farla.

      Le dinamiche sociali stanno modificando radicalmente l’approccio alla clientela e credo se ne debba tenere conto.

      A presto :-)

  • Carissimo, tocchi l’annosa questione.
    Landing corte versus landing lunghe.
    Madrigano rispondeva sempre: una landing buona è quella che converte!
    io sono più orientata sulla lunghezza, anche senza arrivare a certi limiti…
    credo che molta gente voglia molte informazioni.

    com’era l’evento di Robin?
    ciao :)
    ci vediamo a Fi la prox settimana?

    nelli8 anni ago REPLY
    • Carissima Nelli,

      è un gran piacere risentirti :-)

      Sono d’accordo lunga, corta, sociale o asociale :-) la landing migliore è sempre quella che converte!

      Qui il discorso coinvolge le dinamiche generali piuttosto lo strumento e il suo utilizzo.

      Si ci vediamo a Firenze la prox settimana e sarà un vero piacere rivederti :-)

      A presto

  • Come sempre in questo ambito non si può generalizzare…ma solo testare testare testare..!!!

    andrea G8 anni ago REPLY
    • Ciao Andrea, concordo in pieno.

      Grazie per il contributo e spero tu voglia continuare a condividere su questo blog le tue considerazioni :-)

  • Io al dilemma aggiungerei… quanto si deve accellerare sulla percezione del valore tramite la persuasione? Ciao Anto :)

    • Ecco bravo! Non potevi fare come Marzullo e ti davi anche la risposta :-)

      Sicuramente il dilemma è reale! Forse il segreto è tutto li. Trovare un giusto equilibrio è fondamentale.

      Ciao Ale che gran piacere rivederti anche sul mio modesto blog :-)

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