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Archive for agosto, 2009

Ma come sarà il 2010?

scritto da Antonello Maresca
lunedì, 31 agosto, 2009
Sicuramente il 2009 è un anno durissimo per l’economia mondiale e per il settore dell’ospitalità. La contrazione della domanda e la riduzione dei prezzi ha determinato situazioni economiche abbastanza critiche per le strutture alberghiere.
Nulla di nuovo, direte voi! Non ci volevi tu a dirci che i conti (per chi più e per altri meno) sono in rosso.
Il problema è che l’onda lunga di questa crisi e le sue ripercussioni sulle abitudini dei viaggiatori si farà sentire anche nel 2010.
Ecco il 2010, a prescindere dai segnali di inversione della tendenza e dalla ripresa dell’economia, non promette miracolose performance per il settore alberghiero. Il motto, quindi, è: tenere duro.
La buona notizia è che il recupero sarà lento ma costante. Chi avrà lavorato bene in questo periodo di crisi, pensando in prospettiva, capitalizzerà il recupero in maniera maggiore rispetto a chi ha pensato solo a tagliare i costi, gli investimenti strategici e…probabilmente la qualità del servizio.
Nelle settimane scorse ho evidenziato che, nonostante il periodo di crisi, il comparto delle prenotazioni on line ha incrementato il fatturato. Sembra chiaro che tagliare gli investimenti in promozione, formazione e visibilità sul web potrebbe determinare una impasse difficilmente recuperabile.
In fondo, pensateci bene, mica siete…”Pasquale” :-)

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=87UJcwdipzo&hl=it&fs=1&rel=0]

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Non ho mai scritto un titolo di un post così lungo…mi sento una sorta di “Lina Wertmuller” del Web :-) … Segnalo questa presentazione che Giorgio Taverniti ha proposto nel corso dei suoi GT Study.
Giorgio fa un compendio di tutte le caratteristiche che dovrebbe avere il sito di una struttura ricettiva integrandole con delle preziose informazioni SEO su come ottimizzare il sito in funzione del posizionamento sui motori di ricerca.
Questa relazione tocca tutti gli aspetti di un progetto web dalla realizzazione alla promozione; un vero tutorial su cosa e come fare per garantire il successo del vostro sito web.
Ringrazio Giorgio anche per la citazione di un mio intervento, di qualche anno fa, sul suo forum (Zero81 sono io :-) :
“Zero81 sul forum gt: Perchè io utente faccio richiesta diretta all’albergo anche dopo aver visitato grossi portali di prenotazione?
1) Perchè ritengo che si possa aprire una “trattativa” sul prezzo sapendo che quel prezzo sul portale è gravato da una commissione e che l’albergatore per una prenotazione diretta potrebbe farmi un’agevolazione.
2) Per una responsabilità diretta dell’albergatore. Preferisco prenotare direttamente con la struttura perchè salto un passaggio e mi rivolgo alla struttura in maniera diretta. In caso di problemi questo contatto diretto mi garantisce maggiormente.
3) Perchè ho bisogno di avere informazioni più profonde che attraverso un portale non riesco ad avere. Ho bisogno di corrispondere con la struttura per particolari esigenze o richieste.”
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Come ti Promuovo l’Hotel

scritto da Antonello Maresca
giovedì, 27 agosto, 2009
standard-hotelLo Standard Hotel di New York ha trovato una maniera originale per promuoversi.
Si può dire che è il primo Hotel al mondo famoso non per la vista che offre dalle camere ma quella alle…camere.
Grazie alla sua struttura in acciaio e vetro che si affaccia sull’ High Line Pak, lo Standard Hotel propone camere con vista dall’esterno del tutto particolari.
Non è raro alzando lo sguardo presso le finestre dell’Hotel vedere spettacoli improvvisati…o meno ad alto contenuto erotico.
Uomini e Donne impegnati in attività di vario genere a carattere sessuale hanno fatto guadagnare all’Hotel la fama di “Hotel degli Esibizionisti”.
Possiamo dire che il “fenomeno” è da ricondursi ad una mirata attività di marketing. E’ lo stesso management dell’albergo che incoraggia gli ospiti ad esibirsi. Addirittura alcuni manager dell’albergo si sono prestati in prima persona diventando attori-protagonisti delle esibizioni.
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Google: novella Santa Inquisizione

scritto da Antonello Maresca
martedì, 25 agosto, 2009

inquisizioneVorrei parlarvi, oggi, di penalizzazioni da parte di Google. Non sono un esperto di penalizzazioni sui motori di ricerca e non affronterò il tema dal punto di vista tecnico.

Volevo condividere alcune considerazioni in riferimento ad un caso che mi è accaduto.
Alla fine dell’anno scorso ho avviato un magazine turistico a supporto della promozione e della visibilità di un hotel di Sorrento. Il magazine ha da subito evidenziato delle difficoltà di “digeribilità” da parte di Google…la differenza l’ha fatta la mia disattenzione (ognuno si prenda le proprie colpe).
Pensando di aver fatto tutto nella massima buona fede e senza alcuna intenzione di violare regole o linee guida di Google…mi sono distratto (putroppo ho imparato che il segreto nella vita è quello di sapere delegare…ma non le cose importanti) e non ho monitorato, personalmente, l’indicizzazione dei contenuti del portale, da parte di Google.
Un paio di mesi fa mi sono accorto che il sito, pur avendo tutte le pagine indicizzate (cioè presenti nell’indice di Google), non aveva alcuna forza e considerazione da parte del motore di ricerca. Ricerche per chiavi specifiche e di nicchia che erano presenti nei contenuti pubblicati restituivano risultati inesistenti…nulla da fare, quelli più esperti tra di voi avranno capito che facendo le ovvie e banali verifiche, Google non presentava il sito tra i risultati delle ricerche.
Il sito era in evidente sofferenza, era penalizzato! Ok…preso atto di questa amara realtà, partono le indagini. Verifiche oggettive sia sull’aspetto tecnico che strutturale hanno evidenziato “stupide” lacune ma non tali da generare una evidente causa di penalizzazione (almeno credevo).
Tutte le informazioni che arrivavano dal Google WebMasters Center non lasciavano intendere che ci fossero dei problemi. La sitemap veniva letta ed “accettata” senza problemi, il file robots faceva il suo dovere cercando di far risparmiare tempo e fatica al motore, le pagine venivano lette dallo spider regolarmente e con continuità.
L’indagine continua. Si verificano eventuali lacune tecniche legate al cms di gestione dei contenuti, all’hosting (attenzione ai particolari anche questo non è da sottovalutare), alla struttura del sito, al linking interno ed esterno (corretta gestione sia dei collegamenti all’interno del sito che di quelli che andavano all’esterno e che venivano ricevuti dall’esterno).
Si sono verificati i contenuti nel dettaglio, i metatag, appurandone, come logica voleva (i contenuti li abbiamo fatti tutti noi), l’originalità, la pertinenza, la contestualizzazione, la tematicità etc. etc.
Come ultima chance si ci è rivolti a Google chiedendo una riconsiderazione del sito per verificare se lo stesso fosse idoneo a ricevere la giusta e tanta agognata attenzione da parte del “monopolista” delle ricerche.
Sono passati un paio di mesi e la situazione non si è mossa. Il sito e il relativo investimento (diverse migliaia di euro) buttati in fumo :-(
La causa della penalizzazione rimaneva e rimane oscura! Essa, probabilmente di natura “umana”, (possono esserci penalizzazioni e “ban” di natura algoritmica oppure di natura umana, decisa in base a considerazioni fatte dall’analisi “umana” del sito) permaneva in presenza di un sito “sterilizzato” da qualsiasi peccato, tanto meno…originale!
Se vi dilettate a scorrere i risultati per chiavi di ricerca, anche abbastanza competitive, troverete ancora (nonostante miglioramenti rispetto ad alcuni anni fa) la sagra del furbo e dello smanettone che impera. Robaccia di vecchia generazione che fa bella mostra di se nelle prime posizioni del motore di ricerca.
Sinceramente non mi interessa la mancata considerazione da parte di Google ma il rispetto lo…pretendo! Non è possibile dall’alto, decidere che un sito debba andare al rogo senza un processo men che meno sommario. Ogni epoca ha i suoi stupidi e nefasti carnefici e, senza scomodare e mancare di rispetto per le cose serie, Google ha deciso di esserne una metaforica rappresentazione moderna.
P.s. Aggiorno il Post con questo Video di Matt Cutts che a nome di Google cerca di dare una risposta (che non mi convince).
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Albergatori Associatevi!

scritto da Antonello Maresca
lunedì, 24 agosto, 2009

unione“Non è possibile continuare in questo modo. Siamo ostaggi delle maggiori OTA che per concederci visibilità chiedono sempre commissioni maggiori e ci invitano a proporre prezzi ed offerte sempre più aggressivi. Come dobbiamo fare?

“Il cliente ha sempre più potere contrattuale ed il coltello dalla parte del manico. La nostra reputazione è appesa alla benevolenza della clientela e alla gestione della stessa fatta tramite i portali di condivisione dei commenti (e non solo)…tipo TripAdivsor. Non c’è più equilibrio, l’albergatore è indubbiamente l’anello debole! Cosa fare?”
“In presenza di una domanda inferiore continua a crescere l’offerta, soprattutto nell’extralberghiero. La concorrenza diventa impari per le differenze di oneri ed impegni economici con queste categorie. Come possiamo trovare una soluzione?”
Potrei andare avanti per un bel pezzo con domande di questo tipo che assumono un carattere retorico perchè, senza modificare l’approccio e lo scenario, sono e rimarranno domande senza risposte.
Cosa significa modificare lo scenario? Vuol dire cambiare prospettiva ed affrontare lo stesso problema da un altro punto di vista. In quest’ottica lo spirito associativo, la condivisione di strumenti, servizi, visibilità, regole comuni, esperienze lavorative, formazione etc. etc. diventa l’altro scenario, l’altra prospettiva!
Tra i problemi maggiori che devono affrontare oggi gli albergatori troviamo due aspetti fondamentali:
  • La gestione della propria reputazione online
  • La commercializzazione on line della propria struttura sia direttamente che tramite le OTA
Qual’è la fotografia attuale? Gli albergatori hanno delegato la gestione della reputazione e della commercializzazione a terzi. Preludio di una “colonizzazione” che ha sapori antichi perchè già verificatasi in passato.
Fino all’avvento della rete…conosciamo bene le dinamiche e le condizioni che si sono dovute accettare. Fino a quando la tavola era imbandita lautamente tutti hanno goduto del pranzo…poi sono entrati in gioco la forza contrattuale del singolo albergatore/gruppo che ha dirottato presso di se la maggior parte della domanda. La storia si ripete…e si assiste passivamente a tutto questo!
Aspetto ancora più preoccupante che la surroga, la delega è stata fatta ad un operatore che terzo non è. Un chiaro ed evidente conflitto di interesse ci fa capire che i nostri interlocutori stanno chiudendo il cerchio, mi verrebbe da dire il “cappio”…vedi l’esempio di TripAdvisor + Expedia!
Se non modifichiamo lo scenario per rompere quel “cerchio” non ci sono speranze di ottenere risultati diversi da quelli di oggi con l’aggravarsi delle problematiche rappresentate dalle domande fatte in premessa.
L’Associativismo potrebbe essere la soluzione. Attenzione, credendoci davvero! L’albergatore deve riappropriarsi delle sue peculiarità di imprenditore ed investire in un progetto che guarda lontano.
L’Associazione non è solo un portale con determinate caratteristiche. Mettersi insieme è un’idea, un progetto, una soluzione…la soluzione e la risposta a quelle domande.
Creare gruppi di albergatori coesi rappresenta la chance per sedersi al tavolo della trattativa con le OTA con la pari dignità e la necessaria forza contrattuale.
C’è l’eterna domanda: sono gli operatori che fanno la fortuna di una destinazione, oppure è la destinazione a fare la fortuna degli operatori.
Sinceramente, allo stato attuale, ad entrambi gli interlocutori non interessa dare una risposta. Entrambi hanno interesse a non rompere il “giocattolo”.
Vi invito ad una riflessione della “massaia”. Pensate alla somma delle provvigioni che l’intero comparto ricettivo di una destinazione turistica versa alle maggiori OTA…Non riesco a quantificarlo ma i milioni di euro fioccano!
Il rovescio della medaglia è che quegli stessi operatori si negano un progetto associativo per non investire poche migliaia di euro. Con spirito masochistico e poco lungimirante remano contro per stupidi e sterili interessi di “bottega”!
Riflettiamo allora, e pensiamo agli enormi vantaggi, sia diretti che indotti, che possono scaturire da un progetto associativo basato su un progetto coerente e una corretta idea di gestione.
Non guardiamo alla prenotazione in più o meno, verifichiamo cosa si può ottenere in termini di:
Strumenti – Promozione – Formazione – Consulenza – Servizi – Benchmarking – Gestione della Reputazione – Supporto all’immagine turistica della città – Garanzie per il cliente – etc. etc… non tutti i ritorni sono denaro liquido e prenotazioni!
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Facebook: attenzione agli autogol

scritto da Antonello Maresca
martedì, 18 agosto, 2009

Qualche giorno fa sono stato all’ennesima sagra umbra a Lugnano in Teverina (si mangia bene…nel mio personalissimo cartellino da top 10) e mi è capitato di assistere al concerto di Povia.
A prescindere dai miei gusti o non gusti musicali ho trovato piacevole lo spettacolo alla presenza di qualche migliaio di spettatori. Forse non si è ancora capito ma non volevo parlare di musica e concerti…tanto meno di sagre :-)
Il centravanti di mestiere (questo è il titolo dell’ultimo lavoro di Povia) rischia di fare un’autogol. Tutto lo spettacolo è “mosso” da approcci antisistema, più o meno opportunistici e populistici… ma anche questo non ci interessa. Ci interessa verificare come vengono utilizzate le strategie 2.0 da parte di questo artista.
Trovo interessante il tentativo di costruzione di una community attraverso la sollecitazione all’invio di sms, accesso ai siti riservati da cui poter vedere gli spettacoli live in streaming e quelli precedenti, l’invito a visitare la pagina Facebook etc. etc.
Bravo, ho pensato, accipicchia vedi il tanto bistrattato Povia mena colpi di coda e si affida, con intelligenza, ai nuovi social media.
Beh…non mi pronuncio sulle altre risorse a cui ho fatto cenno, ma se visitate la pagina Facebook di Povia (url non personalizzata) trovate in Bacheca dei sermoni, francamente, poco entusiasmanti ai quali l’artista, dopo aver sollecitato la discussione, si sottrae alla replica (non c’è presenza di partecipazione). Ancor più grave è la situazione presente nell’area delle discussioni dove i fans tentano di rispondere a due (che secondo me hanno poco da fare nella vita) che mettono impegno e “citazioni” per denigrare il cantante…ecco, a proposito ma il cantante dov’è???
Caro Povia, quando mi lamentavo per gli impegni che affrontavo, mia nonna, mi diceva “hai voluto la bicicletta e adesso pedala”. Mi permetto di darti un suggerimento (che vale per tutti, albergatori compresi): se vuoi fare il centravanti di mestiere fai attenzione a non fare…autogol!
I Social Media non vanno solo attivati e sbandierati ma vanno gestiti e vissuti con partecipazione ed impegno…vi saluto…che mi hanno fatto un assist e provo fare, finalmente, GOOOOOOL!
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