Archive for giugno, 2009
Complicarsi la vita costa poco
venerdì, 26 giugno, 2009
Vi racconto una storia. Un mio cliente ha deciso di adottare, sul sito del proprio hotel, l’opzione di booking engine realizzata dal fornitore del gestionale alberghiero.
La scelta è dettata dalla necessità di non dover aggiornare più piattaforme e dal poter tener aggiornato il pms (Software di Gestione Alberghiero).
Corretto…impeccabile se ognuno sapesse fare bene il proprio mestiere. Il fornitore del PMS (importante azienda del settore) fornisce lo script di integrazione del form di prenotazione dicendo al cliente che il sistema deve interfacciarsi ad un circuito bancario per la gestione delle carte di credito.
Il cliente, prende per scontata questa procedura ed inizia…l’attesa! Di cosa? Che servizio deve attivare il cliente con la banca? Come si interfaccerà lo script presente sul sito all’archivio del gestionale alberghiero? Risposta: rivolgetevi a chi ha realizzato il sito!
Cerchiamo di chiarire punto per punto.
- Ogni azienda che fornisce un sistema di booking, a prescindere con cosa si vada ad interfacciare, deve prevedere la gestione dell’intera procedura di prenotazione. Non esiste possibilità di delega per “comodità” e “tranquillità”: “Non vogliamo problemi di gestione dei dati della carta di credito. E’ un problema del cliente”.
- Banca…”ma cosa devo attivare in Banca?” Le banche vivono di transazioni reali non offrono servizi di archiviazione di dati. Una banca non potrà, mai, offrire il mero servizio di raccolta di una carta di credito a garanzia di una prenotazione e…basta! E’ un altro mestiere.
- Uno script è uno stupido codice integrato nella pagina…non ha facoltà divinatorie. Che cosa c’entra il fornitore del sito? Quale base dati andrà ad interrogare? Con quale protocollo? Si interfaccerà direttamente con il data base locale (altri problemi di gestione…compresi quelli di sicurezza dei dati) o passerà attraverso un file xml che farà da tramite?
In tutta questa storia il cliente ha pagato per un servizio che non sta utilizzando, sta cercando di attivare servizi bancari non consoni con costi ulteriori, sta rinunciando ogni giorno a migliaia di euro di potenziali prenotazioni perchè qualcuno ha deciso, a costo zero, di complicargli la vita.
Cartellino Giallo da Google
mercoledì, 24 giugno, 2009
Come distruggere un lavoro di mesi! Avevo lavorato su un sito per incrementarne la visibilità organica nei motori di ricerca in riferimento al settore dei fitti estivi e delle casa vacanze.
Dopo qualche mese il sito ha iniziato a maturare un buon posizionamento organico per le chiavi di riferimento…quando un bel giorno, vedo nei risultati di ricerca quanto evidenziato nell’immagine.
Sotto il titolo del sito compare una scritta “inquietante”: “Questo sito potrebbe arrecare danni al tuo computer”.
Apparentemente il posizionamento non è stato ancora inficiato da questo problema ma le visite, logicamente, sono crollate.
Cosa è successo? Il sito ha subito un attacco hacker dovuto ad una vulnerabilità che affliggeva delle risorse utilizzate in fase di programmazione e gestione del sito.
Il fornitore non “reagisce” al problema, il cliente non riesce a far valere le proprie ragioni…inizia uno scarica barile di responsabilità che penalizzerà in maniera drastica il progetto.
Cosa si sarebbe dovuto fare a prescindere dalle responsabilità:
- Fare una verifica del codice utilizzato per lo sviluppo del cms individuando le vulnerabilità nelle componenti utilizzate, accesso e gestione del database compreso;
- Rimozione del “vulnus” e ripristino dell’igienicità del sito;
- Segnalazione, attraverso, il centro webmaster di Google, della rimozione delle criticità e richiesta di riesame del sito.
Passaggi chiari, semplici e decisi. Invece l’aver ignorato la valutazione di alcuni particolari in fase di analisi iniziale del progetto ha generato un problema che porterà nel breve al…disastro (parlo delle risorse da impiegare cms – hosting – assistenza – affidabilità del fornitore etc).
Quando dico che i particolari fanno la differenza…non sbaglio!
Un grido di dolore
martedì, 16 giugno, 2009
Gli albergatori colpiti da una sorta di “Sindrome di Stoccolma”. In maniera provocatoria, Max Starkov qualche mese fa, evidenziava un atteggiamento masochistico da parte degli albergatori nei confronti delle maggiori OLTA e del loro modello di Business.
In effetti, la maggior parte degli albergatori ha totalmente abdicato la loro “commercializzazione” ai principali attori del booking on line.
L’argomento è ridiventato di attualità in occasione del mio ultimo “Seminario a Domicilio” dove mi è stato chiesto se ci fosse una strada per affrancarsi da logiche e briglie commerciali imposte da questi operatori.
La risposta è che nel breve e medio periodo è impensabile l’affrancamento da questi portali. La speranza è nella dinamicità dello scenario imposto dall’avvento del web sociale e dalla propensione dell’utenza alla massima condivisione delle proprie esperienze di viaggio.
Oggi il percorso che guida l’utente alla scelta di una sistemazione e di una destinazione è ancora fissato ad una logica “tradizionale”. Sistemi di ricerca, comparatori di prezzo e portali di prenotazione (usati anche come comparatori), reputazione (attenzione…quella veicolata da pochissime fonti…Tripadvisor in primis…ci lamentiamo della scarsa pluralità dell’informazione quando si è in presenza di situazioni pseudo monopolistiche, ma, da albergatori, affidiamo il nostro destino ad un solo interlocutore…non proprio disinteressato).
Le dinamiche sociali della nuova rete incideranno notevolmente e sempre di più. L’utenza si rivolgerà ad altra utenza affine per la scelta della propria vacanza. Ecco perchè in quei contesti sociali bisognerà esserci. La risposta a quella domanda che sembra, oggi, un grido di dolore è tutta qui!












