Archive for month: maggio, 2009

L'albergatore è un imprenditore?

Mi capita spesso di essere invitato a riunioni di associazioni di albergatori, direttori di albergo e operatori del settore ricettivo. Da queste riunioni esco fuori, sempre, con una sensazione negativa. Aleggia l’approssimazione ed il lamento. In ragione di numeri e fatturati non confortanti, la discussione si sposta sempre sulle finte cause che originano il problema e mai, dico mai, sulle soluzioni da trovare.

Il quadro dell’operatore ricettivo (non uso il termine imprenditore) è abbastanza triste: in genere ha un rapporto di finta collaborazione con il concorrente ma scarso spirito di categoria e di associazione. Non cerca mai di trovare soluzioni comuni ma pensa al suo orticello che, alla lunga, non interessa nessuno, turista compreso.

C’è sempre una lacuna “istituzionale” che penalizza il settore ma il settore nulla spende ed impegna per la promozione del territorio. Faccio una piccola riflessione: ho un albergo in una località che ha un certo interesse ad offire ricettività. Cosa faccio per promuoverla nel mio piccolo? Nulla o poco. Vi invito a verificare quanti alberghi sui propri siti parlano degli eventi, delle curiosità, del folclore, dell’arte, della natura, della cultura etc… della destinazione che li ospita. Ogni albergo è un piccolo nodo di una rete di marketing territoriale che se ben sfruttata potrebbe portare visibilità e attenzione alla località stessa.

Bene, di queste cose nessuno parla…ieri ero in Umbria e davanti alla situazione, oggettivamente, critica si discuteva che, a fronte di una richiesta di un terzo rispetto all’offerta ricettiva, la regione aveva promosso un ulteriore bando per finanziare l’apertura di nuovi agriturismi. Ok capisco…6 milioni di euro si potevano spendere in promozione…ma tu che ti lamenti come stai facendo il tuo lavoro? Non sento parlare, di programmazione seria, promozione sul web (e non perchè è il mio lavoro :-) , di soluzioni creative ed originali, di cultura dell’ospitalità da comunicare, di punti di forza da sfruttare e di punti di debolezza da migliorare.

Questo dovrebbe fare un imprenditore e una categoria che li rappresenta…invece la colpa è sempre di qualcun altro!

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Il Blogger Viaggiatore

Il settore del turismo è molto influenzato dalle opinioni di persone che condividono esperienze di viaggi.

I siti di commenti ed opinioni, (v. TripAdvisor) negli ultimi anni , hanno avuto una crescita esponenziale determinando un fattore condizionante per la reputazione di una impresa turistica.

L’attenzione, verso questi portali, di molti amici albergatori è diventata maniacale e morbosa. Il loro umore cambia in relazione alla natura dei commenti postati su di essi.

Mi chiedevo, se è vero come è vero, che la condivisione del giudizio su un viaggio (in fondo il vecchio e sano passaparola) è fortemente condizionante, perchè gli albergatori si concentrano solo su alcuni canali?

Mi spiego meglio. Il suddetto amico albergatore concentra la sua attenzione in particolar modo su Tripadvisor e simili facendo, spesso, carte false per avere un “review” positivo. C’è chi è disposto a pagare per veder crescere la propria reputazione!

Allora, tutti quei blogger viaggiatori, che fanno turismo anche per il piacere di condividere e raccontare i loro viaggi, dove li mettiamo?

Siamo nell’era del marketing della comunicazione condivisa, legata alla collaborazione attiva tra i consumatori. Il passaparola diventa un “fattore”. Si parla di Buzz Marketing di cui vi invito a leggere la definizione di Wikipedia (per quanti non conoscono questo termine).

Una buona strategia di visibilità e di costruzione della propria reputazione potrebbe essere quella di “ingaggiare”, in maniera chiara e trasparente , qualche blogger per invogliarlo a visitare la propria destinazione e la propria struttura per averne un franco e leale giudizio.

In fondo in altri settori questa è prassi consolidata!

“Reclutare” dei blogger determina questi vantaggi oggettivi:

  • molti blogger sono dei veri e propri “inviati speciali” della vacanza. Essi producono una grossa mole di informazioni e contenuti, anche in tempo reale, tramite Social Network come Twitter e Facebook, pubblicano video su Youtube e foto su Flickr (ad esempio);
  • leggere le loro opinioni allarga la mente e la valutazione che si ha della propria destinazione e della propria struttura;
  • I blogger hanno una loro utenza fedele che si fidano delle loro opinioni;
  • i blogger producono contenuti “virali” che si tramandano tramite strumenti quali i feed, i Social Network, etc.;
  • i blogger sanno scrivere per il web e per i motori di ricerca…in breve ci saranno in giro un sacco di contenuti, ben indicizzati dai motori di ricerca, che parlano della vostra destinazione e della struttura con il conseguente incremento di link di qualità verso il vostro sito;
  • i blogger viaggiatori parlano ad una utenza di viaggiatori, parlano alla nicchia giusta di persone che interessano un operatore turistico.

Dove cercarli?…sui motori di ricerca e nelle comunità del settore, per esempio questa www.travelblogexchange.com

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Social Media e Fiducia

Segnalo la relazione di Alessandro Sportelli tenuta ieri al Convegno Aicel Social Media e Forum.

Alessandro, in maniera chiara ed esaustiva, ci spiega come il corretto utilizzo dei Social media, Forum e Blogs generi un rapporto fiduciario con l’utente.

La conversazione che si genera si tramuta in fiducia e reputazione. Riepilogando (vi lascio alla presentazione) Alessandro ci dice che la fiducia si genera:

  • Instaurando rapporti con l’utenza tramite le conversazioni;
  • Mettendoci la faccia con l’utilizzo di video ed immagini;
  • Innescando il passaparola sui Social network.

La presentazione si riferisce genericamente al settore E-Commerce ma è “replicale” in toto per il settore del Turismo.

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