Archive for maggio, 2009
L'albergatore è un imprenditore?
C’è sempre una lacuna “istituzionale” che penalizza il settore ma il settore nulla spende ed impegna per la promozione del territorio. Faccio una piccola riflessione: ho un albergo in una località che ha un certo interesse ad offire ricettività. Cosa faccio per promuoverla nel mio piccolo? Nulla o poco. Vi invito a verificare quanti alberghi sui propri siti parlano degli eventi, delle curiosità, del folclore, dell’arte, della natura, della cultura etc… della destinazione che li ospita. Ogni albergo è un piccolo nodo di una rete di marketing territoriale che se ben sfruttata potrebbe portare visibilità e attenzione alla località stessa.
Bene, di queste cose nessuno parla…ieri ero in Umbria e davanti alla situazione, oggettivamente, critica si discuteva che, a fronte di una richiesta di un terzo rispetto all’offerta ricettiva, la regione aveva promosso un ulteriore bando per finanziare l’apertura di nuovi agriturismi. Ok capisco…6 milioni di euro si potevano spendere in promozione…ma tu che ti lamenti come stai facendo il tuo lavoro? Non sento parlare, di programmazione seria, promozione sul web (e non perchè è il mio lavoro
, di soluzioni creative ed originali, di cultura dell’ospitalità da comunicare, di punti di forza da sfruttare e di punti di debolezza da migliorare.
Questo dovrebbe fare un imprenditore e una categoria che li rappresenta…invece la colpa è sempre di qualcun altro!
Social Media e Fiducia
Alessandro, in maniera chiara ed esaustiva, ci spiega come il corretto utilizzo dei Social media, Forum e Blogs generi un rapporto fiduciario con l’utente.
La conversazione che si genera si tramuta in fiducia e reputazione. Riepilogando (vi lascio alla presentazione) Alessandro ci dice che la fiducia si genera:
- Instaurando rapporti con l’utenza tramite le conversazioni;
- Mettendoci la faccia con l’utilizzo di video ed immagini;
- Innescando il passaparola sui Social network.
La presentazione si riferisce genericamente al settore E-Commerce ma è “replicale” in toto per il settore del Turismo.
Un Ministro per il Turismo
Per la verità lo decisero gli italiani (beh in fondo siamo strani) con il referendum del ’93 rendendo le competenze turistiche appannaggio del Ministero prima dell’Industria, poi delle Attività Produttive infine fino al Ministero attuale, di un Sottosegretario con delega.
Per un ventennio abbiamo pensato che il Turismo fosse prima un servizio, poi un’industria…mah!!!
Il Turismo è altro e come altro deve essere gestito e promosso. In questo ventennio abbiamo dato spazio a tutto e di più. Abbiamo perso occasioni incredibili e fatto tanti sbagli…ricordate il portalone di promozione del turismo Italia.it. Siamo il paese dai mille portali regionali, provinciali, comunali, che producono una mole di informazioni duplicate che non fanno marketing turistico organico e strutturato. Spendiamo centinaia di milioni per spot televisivi che ci vediamo solo noi e la nonna di…Gattuso:-)
Bene il risultato? Un paese che potenzialmente dovrebbe essere stabilmente nella top 10 delle destinazioni turistiche naviga intorno alla 30° posizione per competitività e teme sempre di più la concorrenza aggressiva di paesi come Spagna, Grecia e Francia che ci sottraggono ogni anno turisti.
A parte la Brambilla, di cui non esprimo giudizi sul merito e la competenza, questo paese ha bisogno di un Ministro del Turismo…anche senza portafoglio.
Sono un Blogger!
Strana sta cosa ho pensato! Da 12 anni mi occupo di web quotidiamente e per lavoro, ma mai dico mai, nessuno mi aveva definito un blogger
Ho riflettuto sugli ultimi post pubblicati, anche grazie all’aiuto di Danilo Pontone, sulle opportunità che offre la realizzazione di un corporate blog. Il blog, quindi, inteso come uno strumento di amplificazione della fiducia, visibilità, interazione e comunicazione da parte dell’azienda.
In fondo, anche il mio è un corporate blog…l’azienda…ME STESSO!
In questo caso, però, il blog “fagocita” l’azienda imponendosi su di essa. Lo strumento, agli occhi degli altri, non è più un mezzo, un naturale complemento alla comunicazione aziendale (in questo caso della mia professionalità)…ma un fine.
La mia figura di consulente abdica a favore di quella di blogger.
Ritornando alla premessa sulla solita domanda “Ma che mestiere fai?” , pur non definendomi un blogger, sono contento che qualcuno, almeno una volta, non me l’abbia fatta!









