Il turista 2.0
La comunicazione calata dall’alto, in ragione di un prodotto destinato ad un target di consumatori ,è…morta! E’ il turista 2.0 che stabilisce quale prodotto e informazione gli interessa. L’aumentata familiarità informatica e la grossa mole di strumenti a disposizione ,consente al turista di cercare informazioni sempre più mirate, valutare e comparare le offerte, condividere e ricercare opinioni attraverso social network tematici.
Chi si occupa di turismo e di ospitalità deve tenere conto di questo epocale cambiamento quando approccia la rete. Non si può più pensare di fare siti o portali turistici “pensandoli” alla vecchia maniera. Gli operatori del turismo devono radilcalmente ripensare alle loro strategie di web marketing.
Un albergo, o più in generale una impresa turistica, deve conoscere queste attitudini incentivando una comunicazione bidirezionale.
Bisogna promuovere le discussioni, gestire le lamentele, richiedere suggerimenti, partecipare a forum di settore, postare sui blog, essere presenti all’interno dei social network…insomma, lo dico da tanto tempo, vivere la rete a 360°.
Che fatica...lo so, ma non immaginate quante soddisfazioni!









Ciao Antonio (o Antonello?).
Oggi mi sono soffermato in particolare su una cosa che hai scritto: “postare sui blog”.
Già è tanto difficile far capire l’utilità dei social network, immaginati un blog…
Personalmente non ho mai trovato/visto/sentito/letto alcun blog di hotel. Se proprio ho letto di blog che parlano in terza persona di altri hotel (nel senso che non c’è mai il personale di un hotel in prima persona a scrivere e postare su un blog).
Mi spiego meglio: se io fossi cliente fisso dell’ HOTEL X, sono sicuro che non troverei mai il blog di tale HOTEL X. Perchè?
Poca voglia? Poca conoscenza dello strumento (sicuro!)? Poca creatività? Mah…
Anche in questo caso, penso che gli albergatori, così come molte altre attività (non stringiamo sempre il cerchio sul turismo), non capiscono le potenzialità di un blog, anzi blog aziendale.
La cosa mi sta proprio a cuore, dato che ci ho fatto una tesi su questo (uahahah), scusa la divagazione.
Tornando al tuo post, c’è un’altra cosa che mi è subito venuta alla mente. E’ verissimo che ormai il web “lo fanno i turisti”, ed è proprio questo il presupposto da cui bisognerebbe sempre partire.
Non deve essere l’albergatore a imporre la “legge”, se proprio lo deve fare solo a seguito di ciò che predilige l’utente/cliente.
Un pò come succede in Democrazia no?
Lasciamo libertà di decisione ed espressione al popolo
Mi son dilungato troppo oggi…
Antonello meglio…anche se anagraficamente Antonio!
Hai ragione ci sono pochissimi esempi di blog aziendali nel settore turistico/alberghiero.
Il motivo…lo hai individuato tu!
“Poca voglia? Poca conoscenza dello strumento (sicuro!)? Poca creatività? Mah…”
Quando tratto questo argomento lo faccio nel tentativo di stimolare l’attenzione per vedere se c’è una reazione.
Come ben hai sottolineato tu, le potenzialità di un blog aziendale sono tante…ma forse si vedono solo i rischi e l’innegabile impegno che ne deriva.
Visto che hai trattato questo argomento nella tua tesi, se vuoi, mi farebbe piacere ospitare un tuo contributo sull’argomento.
Un contributo? Certo, come…
Beh un mini estratto della tesi sull’oportunità di realizzare un blog aziendale, che dici?
ok controlla la tua posta
Un albergo,o più in generale,un’impresa turistica deve conoscere queste attitudini( cioè predisposizioni,inclinazioni) incentivando una comunicazione bidirezionale.
Era meglio dire che un albergatore deve IMPARARE queste metodiche di approccio.
E poi, ve lo immaginate un albergatore che promuove discussioni,gestisce le lamentele, richiede suggerimenti, partecipa a forum,posta un blog e addirittura sia presente all’interno
di un social network.Roba da matti!
Significa non vivere per 24 ore.
Fauno di Notte
Beh non esasperei il concetto…Diciamo che ho cercato di stimolare la discussione non di far cambiare lavoro agli albergatori. Resta inteso che bisogna conoscere la rete a 360° e quindi del tempo bisogna dedicarlo.
Altrimenti di tempo se ne avrà tanto in futuro…:-)
Aggiungerei oltretutto che queste cose non è che debba per forza farle l’albergatore, anche se in un mio commento precedente posso aver lasciato intendere questa cosa.
Se lo facesse sarebbe un mito, ma può tranquillamente delegare l’attività della Rete a qualcuno con competenze migliori.
Bon basta, oggi son passato di qui anche troppo
Si, vabbe! ma Lancillotto.
Delegare a qualcuno costa .
La speranza è che abbia un figlio con la passione della rete,ma per quello che si vede in giro,bah!
Gipsy