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Corso H.I.S. cosa ne pensi?

Scritto da Antonello Maresca
lunedì, febbraio 8, 2010

sondaggio

Sto preparando un corso dedicato alla figura dell’ H.I.S. – Hotel Internet Specialist ma non voglio farlo senza aver prima sentito la tua opinione.


Per il tempo che vorrai dedicarmi ti riserverò uno sconto del 50% sulla tua eventuale partecipazione al Corso!


Ho realizzato un modulo con 6 domande per raccogliere il tuo prezioso contributo.

Clicca qui e fammi sapere cosa ne pensi :-)

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WTM C-Magazine numero 10

Scritto da Antonello Maresca
lunedì, febbraio 8, 2010
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Pay What You Want ?

Scritto da Antonello Maresca
sabato, febbraio 6, 2010

estate_low-cost
Un mio cliente mi manifestava una difficoltà di gestione nella vendita di alcune camere presenti nel suo albergo. Il piccolo hotel ha 4 camere al piano interrato che, obiettivamente, offrono uno standard inferiore rispetto alla media delle sistemazioni offerte.

L’albergatore ha tentato in diversi modi di comunicare le differenze a partire dall’etichetta “economy” attribuita alle camere. Purtroppo con scarsi risultati visto che il 90% dei commenti negativi sono rilasciati dagli ospiti di quelle camere.

Non sono servite le accurate descrizioni della camera, una etichetta “economy”, un prezzo più basso rispetto alle sistemazioni standard…cosa potrebbe fare?

Perché non tentare in alcuni periodi dell’anno, non necessariamente di bassa occupazione, di testare la formula “Pay What You Want” ?

In cosa consiste? Vendere le 4 camere con una formula che consenta al cliente di stabilire il prezzo da pagare; con alcune regole però!

Quali suggerirei:

  • Soggiorno minimo di 3 notti;
  • Pagamento anticipato non rimborsabile;
  • Prenotazione anticipata di almeno 60 giorni prima dell’arrivo;
  • Impegno a lasciare una testimonianza obiettiva del suo soggiorno;
  • Prezzo per notte non inferiore alle 29 euro per camera (limite per quella struttura);

L’operazione non ha finalità meramente commerciali ma tende ad attrarre un’attenzione virale nei confronti della struttura.

Quindi i risultati da perseguire non sono legati ad un ritorno economico ma sono finalizzati a:

  1. limitare i commenti negativi relativi alle vendite di quelle camere, anzi;
  2. attirare nuovi clienti;
  3. creare un presupposto per campagne di marketing;
  4. innescare l’attenzione dei social media sull’iniziativa;
  5. ottimizzare l’occupazione in periodi particolari;

Io ci proverei! Che dite?

P.S. Attenzione non parlo di un soggiorno NO COST come lo definisce correttamente Robi Veltroni in questo post che condivido ma di iniziative spot con delle limitazioni e delle condizioni chiare.

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Segnalo questo bel post di Pietro Soddu sul Posizionamento di un Hotel sui Motori di Ricerca.

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Siti Turistici: CMS Open o Close?

Scritto da Antonello Maresca
mercoledì, febbraio 3, 2010

cms-open-source-proprietario
Sono in debito con Giapox a cui avevo promesso un post chiarificatore sulle mie considerazioni relative all’utilizzo di CMS Open Source o Proprietario.

Prima di affrontare il discorso vorrei chiarire, per i profani, cosa significa CMS.

Il CMS è un sistema di gestione dei contenuti che consente in maniera autonoma, al proprietario del sito, di pubblicare, modificare ed eliminare contenuti dal proprio sito. E’ un applicativo web (un programma in sintesi) che, oltre a rendere autonomo il gestore, dovrebbe ottimizzare il flusso e l’organizzazione dei contenuti presenti sul sito. E’ mia ferma convinzione che oggi non sia più possibile gestire un sito web alberghiero/ricettivo/turistico senza l’ausilio di un adeguato CMS.

Il CMS rappresenta, però, solo uno strumento importante ma senza l’impegno ed il lavoro quotidiano sarà difficile avere un sito di successo.

Soddisfatta la definizione di CMS, vengo alla risposta a Gianluca che mi chiedeva “Credi che gli opensource siano migliori dei software proprietari? Se si, in cosa?“.

Credo che il fulcro della questione non sia tanto CMS “open” o “closed” ma piuttosto CMS “adattato” o “dedicato”!

Cosa intendo per CMS “adattato”? Spessissimo le piattaforme open source vengono adottate senza gli opportuni interventi di personalizzazione strutturale e sistemistica. Questo determina un adeguamento del progetto alle specificità di base del sistema adottato.

Si procede con la sola personalizzazione grafica integrata dall’utilizzo dei numerosi plug-in che le comunità open di riferimento mettono a disposizione.

Questo secondo me è un limite! Che si scelga come piattaforma del proprio CMS una soluzione open o proprietaria si deve essere consapevoli che un sito turistico-ricettivo ha delle sue peculiarità che possono essere amplificate e valorizzate da una efficace azione di personalizzazione, non solo del layout grafico.

Parlerei, quindi, di CMS dedicato a prescindere dalla piattaforma utilizzata.

Altra considerazione. L’adozione di un CMS open source non significa:

  • gratuito
  • flessibile
  • sicuro
  • migrabile

Un CMS open source ha la necessità di essere installato, configurato, personalizzato, aggiornato e gestito da persone esperte (non credo che la maggior parte degli operatori turistici lo siano), questo rappresenta un costo!

Un’altra domanda/affermazione che mi viene posta è: “ma se devo lasciare il vecchio fornitore di un CMS proprietario avrò difficoltà a spostare il sito“.

Questa considerazione mi lascia perplesso. Faccio una premessa. Il sito esprime il massimo delle sue potenzialità nel corso della gestione ordinaria, quotidiana. Non posso scegliere una soluzione meno performante nell’ottica di una sua ipotetica, futura “migrazione”.

A tal proposito preciserei che il patrimonio di un progetto web è rappresentato dai contenuti, non dal CMS.

Qualsiasi CMS si adotti la base dati (gli archivi dei contenuti) sono di proprietà del committente.

In caso di migrazione verso altra piattaforma da e verso CMS open o proprietario sarà tranquillamente gestibile da una web agency esperta e capace.

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WTM C-Magazine n.9

Scritto da Antonello Maresca
lunedì, febbraio 1, 2010
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