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Vacanza alla Pari

Scritto da Antonello Maresca
venerdì, marzo 12, 2010

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Tutti sappiamo cos’è una Ragazza alla Pari. Una forma di baratto: in cambio dell’ospitalità e del vitto viene  offerta una collaborazione lavorativa.

Beh la butto li. Perchè no una Vacanza alla Pari? Mi spiego. Le strutture ricettive hanno fame di Reputazione e di UCG (contenuti generati dagli utenti). A parte le recensioni più o meno spontanee depositate sui vari portali non esistono grossi contenuti (liberamente utilizzabili da un hotel) relativi alle esperienze di viaggio da poter utilizzare, anche, sui siti dei singoli alberghi.

Allora perchè non proporre una Vacanza alla Pari. Ti offro una settimana di soggiorno presso il mio albergo in cambio di un diario giornaliero della tua vacanza. Foto, video, resoconti delle tue ore passate in albergo, del tempo libero trascorso in città, racconti delle escursioni, considerazioni sull’utilizzo dei mezzi di trasporto, impressioni sulla cucina, giudizio sulla vivibilità della destinazione.

Un patrimonio contenutistico che impatta in maniera forte sulla credibilità della struttura e della destinazione. Le persone amano leggere e partecipare alle esperienze di viaggio altrui che ritengono credibili. I contenuti generati dagli utenti, le esperienze di viaggi, i giudizi di gradimento o meno, condizionano la decisione relativa all’acquisto di un viaggio.

Vacanza alla Pari, perchè no!

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Manuale Social Media Marketing

Scritto da Antonello Maresca
giovedì, marzo 11, 2010

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In questi ultimi anni, con l’avvento di internet e in particolare del web 2.0, è cambiato il nostro stile di vita, dalle abitudini sociali a quelle culturali ed economiche.

L’interconnessione, la partecipazione, la generazione e la condivisione dei contenuti sono tutti termini e concetti che riconducono al mondo web 2.0 che, infatti, ha rivoluzionato il nostro modo di comunicare, prima, di promuovere e vendere prodotti e servizi, dopo.

Il web 2.0, se all’inizio si è affacciato timidamente come nuovo mezzo di comunicazione che affiancava quelli tradizionali, oggi è diventato anche uno strumento di business con enormi potenzialità, un fenomeno di massa che potrebbe, se ben utilizzato e gestito, fare la fortuna di molte aziende, comprese quelle dell’ospitalità.

Ognuno di noi non può più prescindere da questa ragnatela fitta di scambi e di relazioni: internet in brevissimo tempo ha dato avvio a una vera rivoluzione culturale ed economica che ha coinvolto anche il settore turistico modificandone per sempre le dinamiche.

Sono cambiate le abitudini del cliente, anche le più consolidate: le destinazioni e le strutture ricettive si trovano tramite i motori di ricerca, le informazioni si reperiscono per mezzo i vari siti istituzionali, la credibilità si conferma attraverso le recensioni di altri utenti, le prenotazioni si effettuano tramite i portali o il booking engine, e ancora, si pubblicano foto della propria vacanza, si fa del passaparola on line tra i propri conoscenti, e così via.

Facebook, Twitter, Youtube e i numerosi blog sono piazze virtuali in cui gli utenti si scambiano opinioni, instaurano amicizie e condividono informazioni, foto e filmati.

Gli operatori del settore turistico, pertanto, non possono ignorare queste innovazioni e devono aggiornarsi, seguendo costantemente le novità tecnologiche e mediatiche.

Avere un sito on line non basta, oggi bisogna anche avere un blog che parla della propria realtà, essere presente sul social network più adatto, comunicare continuamente con gli utenti e aggiornarli su tutte le offerte e promozioni, monitorare costantemente le recensioni dei propri clienti e rispondere tempestivamente e in maniera adeguata.

Ma come muoversi in questo universo, quello dei social media 2.0, così articolato e in continua evoluzione?

È proprio per tale motivo che Teamwork ha realizzato questo manuale: per fornire agli addetti dell’ospitalità le fondamentali nozioni social e web-based con un taglio pratico e operativo.

Un testo di semplice e di immediata comprensione che indaga e analizza in modo approfondito il fenomeno e tenta di fornire validi suggerimenti per adattarsi ai cambiamenti sopraggiunti anche nel mondo del turismo e per agire immediatamente in maniera mirata ed efficace.

Recensione “Social Media Marketing. Manuale pratico per promuovere l’albergo con il web 2.0
di Alfredo Monetti ed Elena Tarfanelli, Ed. Teamwork, Rimini, 2010.

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Crisi: una pacchia per le OTA

Scritto da Antonello Maresca
martedì, marzo 9, 2010

Il 2009 ha dimostrato che il canale on line cresce pur in presenza di un contesto economico molto difficile. Le principali catene alberghiere e i più avveduti tra gli albergatori indipendenti hanno registrato incrementi di fatturato proveniente dalla rete.

L’aumento delle prenotazioni on line continua ad erodere le quote prodotte dai GDS e CRS così come la tendenza degli ultimi anni pre-crisi aveva già manifestato.

Volevo porre l’accento su un dato di per se significativo. Nel 2009 le prenotazioni provenienti dalle principali OTA hanno “distratto” una percentuale di fatturato che negli anni 2008 e precedenti proveniva da prenotazioni dirette o “meno” intermediate.

Cosa è successo? La paura della stanza libera che affligge l’albergatore medio, anche in periodi di vacche grasse, lo ha indotto ad abbracciare la vocazione alla svendita e alle offerte proposte, anzi imposte, dai vari intermediari on line.

Questa strategia, che nel breve periodo sembra rivelarsi una boccata d’ossigeno, nel medio e lungo termine rappresenta un cappio ed un vincolo sempre più stretto.

Si preferisce pagare over-provvigioni e si rinuncia ad investimenti in risorse proprie che potrebbero generare risultati interessantissimi.

Il 2010 rappresenterà un anno di ripresa, lento ma foriero di anni a venire caratterizzati da un incremento di domanda.

Gli effetti combinati della coda lunga e delle ripercussioni sociali-economiche della crisi, il deprezzamento in termini di valore effettivo e percepito di tante destinazioni (i prezzi medi sono calati a livelli di diversi anni fa), i mancati investimenti in risorse web dirette da parte degli operatori turistici, la dipendenza passiva dagli intermediari on line sia in termini di commercializzazione che di reputazione, produrranno effetti nefasti su quanti continuano a pensare che i loro alberghi (ma non le loro tasche) continueranno a riempirsi solo grazie a Santo Booking.com e Madre Teresa di Expedia :-)

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Smoke Free Hotels

Scritto da Antonello Maresca
domenica, marzo 7, 2010

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Sono reduce da un fine settimana molto interessante presso l’Hotel Lugano Dante, hotel 4 stelle del centro di Lugano.

Tre giornate formative alla presenza del Dott. Fontana e del suo staff. Una bella esperienza perchè la struttura svizzera e la sua gemella milanese Hotel Berna da anni si distinguono per l’estrema cura ed attenzione verso la clientela.

La cura del particolare nell’ottica di offrire un servizio di alta qualità ai propri ospiti. Una cura che ha portato i due alberghi ai vertici del gradimento espresso dai viaggiatori sui vari portali di recensioni alberghiere.

Mi ha incuriosito la scelta decisa dei due alberghi di sposare, in maniera drastica, la filosofia “Smoke Free Hotel”.

Già diverse le catene , a livello mondiale, che hanno intrapreso questa strada. Marriott, oltre 2.300 hotels in più di 65 paesi nel mondo con 9 prestigiosi marchi, dal 2006 ha adottato una rigida politica “Smoke Free”. Anche Westin Hotels & Resort e, in Europa, numerosi alberghi del Gruppo Accor hanno vietato il fumo attivo e…passivo nei loro alberghi.

Pochissimi, invece, le strutture indipendenti che hanno avuto il “coraggio” di rinunciare ad una clientela fumatrice per garantire ai loro ospiti ambienti sani e profumati.

Dal settembre 2009 sia l’Hotel Lugano Dante che l’Hotel Berna di Milano sono diventati “Smoke Free Hotels”.

Per Hotel Smoke Free non s’intende, solo, offrire camere per non fumatori ma significa sposare una sana e radicale filosofia. I due Hotels hanno proceduto alla pulizia integrale di tutte le camere e degli ambienti comuni. Moquette, tende, copriletti, poltroncine, filtri dei condizionatori e tappezzerie sono stati completamente ripuliti da qualsiasi traccia di fumo passivo, per garantire agli ospiti un soggiorno all’insegna del benessere e del piacere di respirare aria pulita e sana.

Ero li e non mi sono tirato indietro dal proporre alcune domande al Dott. Carlo Fontana, Manager dell’Hotel Lugano Dante.

D. Dott. Fontana non ritiene rischiosa una scelta del genere in un periodo critico per l’occupazione alberghiera?

R. Sono cosciente del rischio che una scelta così radicale possa inizialmente comportare nei confronti di una parte – sia pur piccola in termini numerici ma non per questo meno importante – della nostra clientela abituale, tuttavia sono convinto che tale sforzo sarà apprezzato positivamente dal mercato. A supporto di questa aspettativa,  vi sono i dati statistici delle grandi catene internazionali che dimostrano che essere “Hotel 100% Smoke Free” paga e fa bene, oltre che a quella dei clienti, anche alla salute dell’albergo stesso.

D. Filosofia 100% Smoke Free! Bella, sana ma veramente efficace?

R. Si, tutti i nostri ospiti, compresi quelli che sono fumatori, gradiscono un ambiente pulito, profumato e salutare. Non ci sono stati particolari problemi o defezioni. Sono orgoglioso di poter affermare che il Lugano Dante è l’unico hotel Smoke Free di Lugano e che il Berna è tra i primi e, purtroppo, pochi Hotel 100% Smoke Free italiani.

D. Ci credete tantissimo, tant’è che avete realizzato anche un logo, un vero marchio che vi contraddistingue. Un girasole “rosso” che nasce dalle ceneri di una sigaretta, perchè?

R. Abbiamo scelto il girasole (anche se in una versione grafica rivista), perchè con la sua capacità di seguire il corso del sole, conferma che la perseveranza non è una virtù cieca ma è l’atteggiamento di chi si propone un obiettivo ben chiaro, un ideale, e poi, costi quello che costi, lo raggiunge.

Complimenti davvero! E’ stato bello pensare di aver portato un mio piccolo contributo in una struttura da prendere ad esempio.

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Personal Branding & Social Media

Scritto da Antonello Maresca
mercoledì, marzo 3, 2010

Non conoscevo Luigi Centenaro. Grazie al “flusso sociale” dei miei profili sono stato risucchiato da un link verso un argomento che mi interessa. L’impatto dei Social Media sul Brand Personale.

Dal sito di Luigi ho scaricato, in attesa dell’uscita del suo libro edito da Hoepli, questo e-book dal titolo “Personal Branding con i Social Media” che ho molto apprezzato sia per i contenuti che per l’efficacia e la semplicità espositiva.

Un’occhiatina non farebbe male :-)

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WTM n.13

Scritto da Antonello Maresca
lunedì, marzo 1, 2010
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